Occupazione del rettorato dell’Università Federico II: il nostro futuro non è carta straccia!

Oggi, 27 gennaio, il giorno in cui il Consiglio dei Ministri dà il via alla discussione sul progetto di abolizione del valore legale dei titoli di studio, abolendo di fatto tutti gli sforzi, i sacrifici, le speranze di migliaia di studenti in tutta Italia, i ragazzi di “serie b”, quelli che non si possono permettere di accedere ai tanto decantati poli d’eccellenza, hanno deciso di mollare libri ed appunti e lanciare un segnale di rottura.

Questa mattina è stato occupato il rettorato dell’ Università Federico II di Napoli dal quale campeggia lo striscione “il nostro futuro non è carta straccia”, slogan che rimanda alle scorse mobilitazioni contro chi, da destra e da sinistra, riforma dopo riforma, ha provveduto a svendere la nostra formazione e la nostra vita fino ad arrivare a quest’ultimo affondo.

La proposta al vaglio dei distinti ministri dell’operoso Governo tecnico è quella di annullare il voto di laurea come criterio di valutazione e di modificare l’ accreditamento delle singole università italiane. L’obiettivo è quello di arrivare al perfezionamento del progetto di formazione di poli d’eccellenza inaccessibili agli “sfigati” che non possono permettersi di pagare le rette altissime o di sostenere lo spostamento da una parte all’ altra della penisola, ma i cui titoli si configurano l’unico ponte verso il mondo del lavoro, che non a caso, proprio in questo momento, è sotto attacco.

Anche questo provvedimento, infatti, si inserisce nelle innumerevoli riforme che stanno interessando l’Italia in queste settimane, da quelle del sistema pensionistico, agli attacchi al mondo del lavoro, che stanno creando un sistema in cui riesce a sopravvivere non chi è il più bravo, il self-made man (come loro vogliono farci credere parlando di “meritocrazia”), ma chi ha più possibilità economiche e chi è disposto ad abbassare la testa contro i soprusi e lo sfruttamento.

Ed è per questo che, stanchi di tutto ciò, abbiamo deciso di mettere in atto quest’azione simbolica: questo non basta. E’ necessario che tutti gli studenti si mettano in gioco ora in avanti contro l’ennesimo provvedimento che intensifica il processo di selezione di classe che da 15 anni vede la trasformazione delle università pubbliche. Seguiranno una serie di appuntamenti da organizzare e discutere tutti assieme affinché anche quest’ennesimo attacco ai nostri diritti non cada nell’indifferenza.

Lunedì 30 gennaio ci sarà un’assemblea pubblica alle ore 15:00, a palazzo Giusso dell’Università Orientale di Napoli per confrontarci su questo tema, capire che conseguenze ci saranno, in che quadro si innestano questi provvedimenti e per organizzarci affinché il nostro futuro non sia carta straccia!

Studentesse e studenti napoletani

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Dietro quelle barricate, in quei boschi, davanti a quelle recinzioni c’eravamo tutti! Al fianco degli arrestati!

pubblichiamo il comunicato dei compagni di zeta in solidarietà ai notav

Questa mattina, in tutta Italia, sono stati arrestati numerosi compagni che parteciparono alla battaglia del 3 luglio in Val di Susa, per difendere quei territori dalla speculazione e dalla barbarie del profitto.

L’attacco portato avanti stamattina è ancor più grave perchè prova a tagliare le gambe alla fitta rete di solidarietà che si è creata in Italia, colpendo compagni sia della Valle che del resto del paese, mirando così, come sempre più spesso accade, attraverso media e giornali ad etichettare chi ha partecipato alla lotta con la solita retorica del “black bloc infiltrato”, cercando così di attaccare un reale movimento di resistenza popolare. Dove non sono bastati i manganelli, i lacrimogeni e lo sporco ruolo di giornali, media e politici, subentrano in aiuto denunce e carcere. L’esperienza No Tav è stata ed è da esempio per chiunque decida di difendere la propria vita dall’attacco dei soprusi della logica del profitto, che sia nei confronti del proprio lavoro o del proprio territorio violentato da grandi opere, discariche o inceneritori. Il movimento No Tav vive da più di vent’anni nonostante sia costantemente sotto attacco da parte dello Stato, un movimento che vede una reale partecipazione dal basso e che riesce a sperimentare nuove forme di conflitto senza scadere in velleità dimostrative da prima pagina.

La lotta in Val di Susa, i dibattiti e i ragionamenti che si portano avanti in maniera univoca da tutto il movimento, hanno ben riconosciuto le responsabilità di questo sistema economico nei confronti di leggi, decreti e manovre come il “Cresci Italia” o appunto la TAV, volte a difendere gli interessi di imprenditori e padroni, gettando nella disperazione la maggioranza della popolazione.

La nostra risposta è sempre la stessa: continueremo a lottare e resistere nei nostri territori, per una società senza devastazione e sfruttamento. La repressione non ci fermerà!

Solidarietà ai compagni arrestati, lottiamo uniti contro gli oppressori!

A SARA’ DURA!

LOLLONE E MAURIZIO LIBERI! LIBERI TUTTI!

ZETA Napoli

www.zetanapoli.org

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LO SPAZIO DI MASSA NON SI TOCCA

LO SPAZIO DI MASSA NON SI TOCCA
“MIRANO ALLE NOSTRE GAMBE QUANDO ABBIAMO GIA’ IMPARATO A VOLARE !”
Guardandoci attorno, all’interno delle nostra facoltà, sempre più spesso ci
rendiamo conto di come, a fronte di una generale concezione dell’università come
luogo di conoscenza, confronto, condivisione dei saperi e di elaborazione di una
coscienza critica, la realtà sia quella di università ridotte a poco più di semplici
“esamifici” in piena sintonia con l’imperante logica aziendalistica e di classe del
“segui-studia-fai l’esame” che pochi studenti possono permettersi di seguire.
Da questo stato di cose sorge la necessità e l’esigenza di creare e riappropriarsi di
spazi che siano realmente degli studenti nei quali sviluppare analisi critiche
dell’attuale società e del conseguente sistema formativo-universitario e, al
contempo, sperimentare e mettere in pratica concrete forme di autogestione e
autorganizzazione che siano funzionali alla realizzazione di un’università
realmente alternativa.
Tali esigenze di confronto e sperimentazione hanno trovato e trovano
costantemente la propria realizzazione all’interno dello Spazio di Massa Occupato,
prima luogo inutilizzato come tanti altri nelle facoltà e oggi uno spazio degli
studenti.
3 anni di lotte studentesche hanno dato vita a percorsi di riappropriazione che
propongono dal basso un modello diverso di università sviluppando un lavoro
politico e sociale che ha portato alla creazione di una Palestra e di un Teatro
popolare autogestito, di una regia per Radio di Massa, voce delle lotte
studentesche e non solo, e che ha dato la possibilità agli studenti di uscire al di
fuori della logiche del sistema formativo italiano, affiancando allo studio
accademico la condivisione dei saperi, il confronto critico, la sperimentazione e la
partecipazione politica attiva.
A conti fatti lo Spazio di Massa è l’unico luogo che abbia realmente tentato di dare
una risposta alle esigenze degli studenti di questa Facoltà, in un periodo di crisi
per l’Università pubblica, affacciandosi anche alla realtà metropolitana, aprendosi
alla collaborazione con compagnie teatrali, workshop di arti di strada e con tutti gli
studenti interessati ad esprimersi ed a portare una voce di critica reale all’attuale
sistema economico. Insomma una università diversa, aperta alla città e
accessibile a tutti che ha vissuto anche di diversi momenti di apertura serale per
permettere anche agli studenti lavoratori di vivere l’università
Nonostante lo Spazio di Massa Occupato rappresenti una realtà attiva e
riconosciuta, tanto sul piano universitario quanto su quello cittadino, si trova
oggi ad affrontare l’ennesimo attacco delle istituzioni universitarie, un attacco
che, diversamente da quelli che lo hanno preceduto, viene oggi celato dietro la
falsa e pretestuosa retorica della “riqualificazione”!
Dovendosi trovare a gestire un finanziamento europeo di circa 600.000 euro,
destinato alla “Ristrutturazione” e alla “Riqualificazione” di alcune aree della
Facoltà, indovinate un po’ quale geniale destinazione è stata individuata dalle
illuminate istituzioni accademiche ? Lo Spazio di Massa Occupato,
naturalmente.
Le istituzioni non avendo mai denunciato alle autorità “competenti”
l’occupazione dello Spazio di Massa hanno lasciato aperta la porta ad eventuali
appalti e quindi finanziamenti per riqualificare un luogo che di certo non
necessita di alcuna riqualificazione.
Questo risulta quindi essere un palese e subdolo attacco agli studenti e al
lavoro politico portato avanti da quest’ultimi nello Spazio di Massa Occupato,
tanto più che sono innumerevoli le aule e gli spazi in stato di assoluto
abbandono e degrado, talvolta resi addirittura inaccessibili agli studenti da grate,
cancelli e sbarre!
Oggi, come sempre, non indietreggeremo davanti ai ricatti ed alle intimidazioni
istituzionali ! Giù le mani dagli spazi degli studenti, Giù le mani dallo Spazio di
Massa. Ora più che mai!
Università agli studenti!
GIÙ LE MANI DALLO SPAZIO!
STUDENTI FEDERICO II
www.studentifedericosecondo.org

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Arrivate 10 denunce! L’antifascismo non si processa! Contro fascismo e repressione non un passo indietro!

Questa mattina dieci compagni antifascisti si sono visti notificare un avviso di chiusura indagini per fatti inerenti alla giornata del 10 Ottobre.In quella data, in seguito ad un tentativo del Blocco Studentesco Napoli di operare un volantinaggio armati di caschi e mazze fuori la Facoltà di Giurisprudenza, è stata immediata la risposta di studenti e militanti antifascisti che hanno ribadito l’antirazzismo fortemente radicato all’interno dell’Università: investiti da un lancio di oggetti da parte dei neofascisti e ripetutamente caricati dalle forza dell’ordine, i compagni hanno saputo mantenere la piazza e appropriarsi delle strade con la determinazione di chi sente, alle proprie spalle, l’eredità di un forte lavoro antifascista portato avanti da sempre e soprattutto dal 2008 a questa parte.
Lavoro che oggi, a pochissimi giorni dalla strage di Firenze, continuiamo a rivendicarci in quanto necessario.
E’ stato infatti proprio un aderente a Casapound Italia ad uccidere con un’arma da fuoco due ragazzi senegalesi a Firenze,Samb Modou e Diop Mor, e a ferirne altri due. E sebbene Casapound Italia ed il suo leader, Gianluca Iannone, si affannino a negare ogni legame con un aderente più che interno all’organizzazione dei “fascisti del terzi millennio”, noi la realtà la sappiamo bene: le idee propugnate da Cpi e Blocco Studentesco sono idee di intolleranza, razzismo ed inaccettabile continuità per quello che è stato il periodo più buio della nostra storia:la dittatura fascista.
Per questo non crediamo all’apparato di bugie che prontamente si sta costruendo in merito alla vicenda, e che vorrebbe l’autore della sparatoria come un folle del tutto slegato alle dinamiche di Casapound.
Per questo non ci lasciamo intimorire dalle cariche, dalle denunce e dalla repressione e chiediamo a gran voce, insieme ai proletari immigrati , che questi personaggi , i loro appoggi nei partiti,coloro che li finanziano e che insieme a loro diffondono idee e pratiche razziste, sessiste e squadriste, di rimandarli nel posto che storicamente gli spetta ed in cui, a dispetto di qualunque azione repressiva, continueremo a cacciarli: nelle fogne!

Appuntamento domani, Sabato 17 Dicembre ore 10.00 da Pzza Garibaldi
Solidarietà a tutti i proletari immigrati vittime dell’odio razzista, ai compagni inquisiti, a tutti gli antifascisti perseguiti.
Ora e Sempre Resistenza!
Tonino Libero!

Studenti Federico II

Z.E.T.A (zone e traiettorie autorganizzate)

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Domani tutti in piazza contro l’odio razzista! Chiudere Casapound!

ecco l’appello del corteo…

I nostri fratelli Mor Diop e Samb Modou sono stati assassinati e Moustapha Dieng, Sougou Mor e Mbenghe Cheike gravemente feriti da una mano armata dall’odio xenofobo!
La comunità senegalese della Campania ha promosso una manifestazione a Napoli (e in altre città della re…gione) sabato 17 dicembre, nella giornata della mobilitazione su scala nazionale.
E’ stato un confronto che ha suscitato molta emozione ed ha visto alcuni punti fermi:

L’assassino non era un pazzo, ma un estremista razzista! Non era isolato, nè politicamente perchè militava nell’organizzazione neofascista Casa Pound Italia, nè socialmente come dimostra purtroppo una lunga sequenza di fatti precedenti a partire dall’incendio del campo rom di Torino e la vergogna dei commenti rancorosi e razzisti che hanno invaso il web.

Questi fenomeni sono incoraggiati però anche per la situazione di discriminazione legale che vivono gli immigrati in italia, per la mancanza di diritti che li rende vulnerabili, per le tante prepotenze grandi e piccole che subisce ogni giorno chi viene considerato solo come oggetto di sfruttamento lavorativo o come “pericolo” inventato dalla propaganda politica.

Perciò la manifestazione di sabato sarà innanzi tutto la manifestazione del rispetto per Mor Diop e Samb Modou, sarà la manifestazione del rispetto per la vita di ogni immigrato, per dire basta con i gruppi che promuovono l’odio razzista, per costruire un futuro di convivenza solidale basato sul riconoscimento dei diritti e la fine dell’apartheid legale dei cittadini immigrati.

La Comunità senegalese invita tutti gli immigrati, gli antirazzisti, la cittadinanza intera a far sentire la propria voce contro questa barbarie!
Rispetto alla possibilità di partecipare alla manifestazione di Firenze si è scelto di manifestare nelle città per permettere al maggior numero di persone di partecipare.

SABATO 17 DICEMBRE ORE 10.00
MANIFESTAZIONE – PIAZZA GARIBALDI – NAPOLI
COMUNITA’ SENEGALESE IN CAMPANIA

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ASSEMBLEA DI FACOLTA SUGLI APPELLI. MERCOLEDI ORE 13 AULA PIOVANI

Quando a parlare sono i fatti…

Non è di noi stessi che dobbiamo compiacerci, bensì di un percorso che, al di là delle strumentalizzazioni dei vari rappresentanti di turno, inizia a dare i suoi frutti!|

La mobilitazione per gli appelli va avanti ed ora più che mai è necessario proseguire in un percorso che, seppur parziale, rappresenta un primo piccolo passo verso la riappropriazione di noi stessi, dei nostri spazi, dei nostri tempi: dei tempi di chi è costretto ogni giorno a lavorare per pagarsi tasse universitarie ed un affitto (RIGOROSAMENTE A NERO) diventati ormai impossibili da sostenere!

Siamo consapevoli che la conquista di più appelli rappresenta una goccia nell’oceano e che è sempre più pressante l’esigenza di allargare il ragionamento al fine di individuare e colpire le molteplici contraddizioni che governano un sistema formativo che da un lato strizza l’occhio ai privilegiati e dall’altro taglia le gambe a chi privilegi non ne a mai avuti (per non parlare dei diritti più basilari).

Ci giunge notizia della formazione di una commissione che prenderà in esame le varie proposte in riferimento al riordino della didattica al fine di dilatare i tempi concedendo più appelli. Se da un lato possiamo prenderci il merito di aver posto la questione attraverso un percorso di lotta dall’altro non possiamo certo fermarci qui!

Riteniamo poi che il riordino della didattica sia questione da discutere necessariamente con l’intera componente studentesca e che quindi una discussione così importante non possa assolutamente delegarsi a qualche rappresentante e qualche barone!

E’ per questo che il nostro percorso continua a dispetto di organi, forma e formalità nelle quali vorrebbero imbrigliarci.

Che la commissione sia pubblica, e che si limiti ad organizzare tecnicamente una necessità ormai acclarata! Basta discussioni nel merito! Chi vive le contraddizioni di quest’infame sistema formativo s’è già espresso: vogliamo più appelli! E ce li prenderemo!

Mercoledi ore 13 AULA PIOVANI. Facoltà di lettere e filosofia via porta di massa.

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Domani a Pomigliano, giovedi a Napoli…Ribelliamoci ai padroni!!!

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Solidarietà ai NO TAV!

Inseriamo il comunicato dei compagni di padova sui fatti dell’8 dicembre in valle…

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LA REPRESSIONE NON FERMERA’ LA LOTTA DEGLI STUDENTI!

LA REPRESSIONE NON FERMERA’ LA LOTTA DEGLI STUDENTI!

Nelle ultime settimane abbiamo assistito ad un serie di gravi atti repressivi: minacce, intimidazioni e denunce contro chi si è messo in gioco per riprendersi i propri spazi, i propri diritti o semplicement…e voleva momenti di controinformazione e sensibilizzazione nelle proprie scuole.
Una vecchia (e neanche tanto) storia che si ripete ogni volta che qualcuno alza la testa…
Infatti al liceo G. Vico dal primo giorno di occupazione si sono presentate le forze dell’ “ordine” all’interno dell’istituto strappando lo striscione antifascista e facendo minacce di denunce e di sgomberi violenti.
Al Porzio la situazione è ancora più grave: gli studenti che erano in occupazione da 6 giorni sono stati sgomberati e i tre ragazzi presenti al momento dello sgombero sono stati portati in questura e denunciati per interruzione di servizio pubblico.
Anche al Giordani si è assistito a simili avvenimenti dove la preside ha preso provvedimenti disciplinari nei confronti degli studenti che chiedevano un “assemblea permanente” con accompagnamenti e minacce di sospensione e denunce.
Bisogna denunciare ogni attacco repressivo all’interno delle scuole, attacchi che vengono eseguiti da presidi-manager a braccetto con le forze dell’ordine…
Ma questo clima non c’è nuovo infatti ci ricordiamo bene gli avvenimenti del 3 novembre quando la polizia entrò nelle scuole per identificare coloro che avevano partecipato al sit-in contro il divieto imposto dalla questura a manifestare in seguito al 15 ottobre…
Queste misure repressive non colpiscono solo noi ma anche le altre realtà sociali in lotta, quali i disoccupati che come noi cercano diritti, un lavoro, una casa, un futuro…
Siamo stanchi di non poter usufruire di tutti quei servizi che la scuola dovrebbe garantirci, stanchi di vedere giorno dopo giorno sgretolarsi davanti ai nostri occhi il diritto ad un istruzione pubblica… per questo alcune scuole sono state occupate, per restituire agli studenti uno spazio che dovrebbe essere degli studenti e per gli studenti!…
e per questo saremo in Piazza del Gesù, Sabato ore 9.00, con un assemblea pubblica che comprenda tutte le realtà sociali in lotta, contro la repressione, per far sentire la nostra voce!!!

NON UN PASSO INDIETRO!

Studenti Medi Napoletani

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resoconto dell’assemblea di bilancio e rilancio dopo la mobilitazione a L’Aquila del 18 giugno 2011

Pubblichiamo il resoconto dell’assemblea di bilancio e rilancio dopo la mobilitazione a
L’Aquila del 18 giugno 2011 che si è tenuta sabato 5 novembre 2011 a Padova

Premessa: Sabato 18 giugno 2011 si era tenuta una mobilitazione a L’Aquila, con presidio davanti al
carcere di Costarelle di Preturo (L’Aquila), in solidarietà ai compagni sotto processo e condannati, nella
stessa città, in seguito alla loro presenza al corteo del 2007contro il carcere e il 41 bis o.p..
Le parole d’ordine erano:
Contro il carcere, l’articolo 41 bis e la differenziazione!
In sostegno ai prigionieri rivoluzionari e alle lotte di tutti i detenuti!
In solidarietà a chi porta avanti pratiche di resistenza nel territorio!
Non facciamo passare in silenzio le 22 condanne emesse dal tribunale di L’Aquila
Trasformiamo il processo alle lotte in un processo di lotta:
Torniamo con più forza a L’Aquila!
Sabato 5 novembre, a Padova, si è tenuta l’assemblea di bilancio/rilancio dopo la mobilitazione di L’Aquila
del 18 giugno 2011. Vi hanno partecipato diverse realtà da tutta Italia, la maggior parte delle quali aveva
lavorato alla costruzione della mobilitazione e partecipato alla giornata di lotta dello scorso giugno. Ogni
realtà presente ha portato il proprio contributo con un intervento.
In ordine vi sono stati:
- intervento di apertura sul senso dell’assemblea di bilancio/rilancio, da parte di un’imputata di Padova
del processo di L’Aquila;
- intervento degli imputati del processo di L’Aquila del filone dei condannati per danneggiamento,
invasione di terreno e imbrattamento (Bologna);
- intervento degli imputati del processo di L’Aquila del filone dei condannati per l’apologia di reato
(Padova);
- intervento del Collettivo Universitario 808 di Padova;
- intervento del Cccpsri (Compagni e compagne per la costruzione del soccorso rosso in Italia);
- intervento dell’Associazione Parenti e Amici degli arrestati il 12/02/07;
- intervento del collettivo “Olga” di Milano;
- intervento del Centro di Documentazione “Filorosso” di Foggia;
- intervento del Collettivo Politico Studentesco di Foggia;
- intervento di “Antifaresistance” di Napoli e da parte degli studenti della Federico II di Napoli;
- intervento del Collettivo Politico “Gramigna” di Padova;
- intervento del Circolo “Pedro” di Trieste;
- intervento del Collettivo “Tazebao” – per la propaganda comunista;
- intervento di Radio Blackout di Torino;
- intervento di alcuni compagni del collettivo Operai e Studenti Autorganizzati di Bassano del Grappa
(Vicenza).
Erano anche presenti compagni da Crema, L’Aquila e Trento.
Quasi tutti gli interventi hanno relazionato sul bilancio relativo alla giornata di mobilitazione a L’Aquila,
trovando una concordanza nella valutazione complessivamente positiva, soprattutto in termini qualitativi,
rispetto ad obiettivi e contenuti chiari e di spessore, piuttosto che in termini quantitativi. Positiva è stata
anche la capacità di conquistarsi spazi di agibilità politica, nonostante i tentativi di boicottaggio da parte
della Questura, sia nel percorso del corteo la mattina, che nel presidio sotto al carcere il pomeriggio. Sono
stati espresse le riflessioni anche su alcuni limiti organizzativi (riscontrati soprattutto nella gestione della
piazza davanti al carcere), ma questi serviranno sicuramente a imparare e a migliorare per le prossime volte.
Si è, di fatto, elaborato un bilancio comune di quella mobilitazione, ma non tanto fine a se stesso o incentrato
solo sulla giornata del 18/06 e sul lungo e importante lavoro preparatorio fatto in molte situazioni locali ed
anche nella stessa città di L’Aquila, ma piuttosto, nell’ottica di capire come proseguire questo percorso
intrapreso, anche al di là del processo in corso presso il tribunale di L’Aquila. Di fatto, tutti gli
interventi sono stati costruttivi, ponendo diversi spunti di riflessione e presentando diverse proposte
concrete e specifiche sui cui ragionare.
In particolar modo il dibattito ha posto al centro la necessità di trovare una forma continuativa per
riuscire a coordinare tra di loro diverse realtà al fine di fare fronte comune contro la repressione, per
la solidarietà attorno ai processi e verso i compagni in carcere e per rilanciare il percorso di lotta
contro l’articolo 41 bis o.p. ritenendolo interno alla più generale lotta contro il carcere.
Lotta, questa, che deve trovare un’ulteriore sua generalizzazione, anche di fronte alla continua
criminalizzazione dello scontro di classe, di cui gli arresti dei disoccupati di Brindisi, gli operai della Tricom
trascinati a processo, gli sgomberi in tutte le città fortemente intimidatori, la militarizzazione del territorio
(dalle città alla Val Susa), le operazioni di polizia a danni dei compagni (Bologna, Firenze ecc.) ne sono una
manifestazione evidente.
Le proposte comuni emerse dall’assemblea per quanto riguarda i contenuti sono:
- il contenuto principale, che è stato condiviso dalle varie realtà, è quello di riprendere il percorso di
lotta contro l’articolo 41 bis o.p. e di denunciare la sua applicazione ad alcuni prigionieri politici
rivoluzionari (con metodi, forme e proposte da elaborare). Si è proposto di cominciare con un ciclo
di iniziative di controinformazione sul tema del 41 bis, invitando alcuni avvocati. Un’altra proposta è
stata quella di rilanciare una manifestazione sotto un carcere con sezioni a 41 bis. Si è sottolineata
l’importanza di collegare questo contenuto alla più generale attività anticarceraria che
quotidianamente le varie realtà portano avanti, compresa la lotta contro i Cie, di cui alcuni interventi
ne hanno sottolineato l’importanza;
- è emersa la necessità di provare a coordinare l’informazione e lo sviluppo della solidarietà attorno ai
vari processi che attualmente, sempre più numerosi, sono in corso, in modo da costruire una “rete di
solidarietà” che si consolidi, renda collettive e rafforzi le singole esperienze, che non faccia sentire
soli i compagni e riproponga una “cultura” e una pratica su come affrontare la repressione, i tribunali
e le galere;
- una proposta ricorrente che è uscita dal dibattito, in base alla riflessione sulla grande partecipazione
di giovani e studenti alle lotte che spesso vengono repressi, è quella di dotarsi di strumenti per
imparare come comportarsi e come difendersi di fronte a fermi, perquisizioni, denunce, arresti,
carcere, processi…. Come inizio è stato proposto di promuovere iniziative di informazione e dibattito
invitando anche avvocati per approfondire questo tema e di pensare alla possibilità di produrre
manuali per imparare a difendersi.
Sono state fatte alcune proposte di campagne/iniziative (alcune anche di carattere solo propagandistico)
contro le recenti dichiarazioni di inasprimento della macchina repressiva dello Stato (soprattutto dopo i fatti
di Roma del 15 ottobre), tra cui una contro il Daspo politico, “No al Daspo, si al casco!”, e una di denuncia
contro l’apparato poliziesco e gli strumenti usati (spesso proibiti dalla loro stessa legge e da quella
internazionale, come per i lacrimogeni CS) in caso di problemi di “ordine pubblico”. Motivazione
quest’ultima con cui spesso viene giustificata ogni azione da parte delle forze dell’ordine.
È stato proposto, inoltre, di tenerci aggiornati anche sull’evoluzione degli arresti e delle perquisizioni
avvenute durante e dopo la giornata del 15 ottobre a Roma, per capire come proseguirà la repressione messa
in campo e per cercare di creare una “rete di collegamento” tra le varie realtà colpite.
Radio Black Out darà il suo contributo come radio indipendente, cercando di fare informazione e trovare uno
spazio adeguato durante le trasmissioni, per far discutere di lotta contro la repressione, il carcere e per la
solidarietà.
È stata rilanciata la proposta di tornare con un presidio di solidarietà sotto al tribunale di L’Aquila in
occasione delle udienze di secondo grado del processo, invitando i compagni comunque a tenersi pronti per
costruire questa tappa, non appena si sappiano le date.
Sono state presentate tre iniziative in preparazione:
12/12/2011: presenza davanti al tribunale di Trento per il processo a 8 lavoratori con l’accusa di aver tirato
delle uova in occasione della sentenza, il 24 maggio scorso, che ha assolto tre padroni assassini della Tricom
Pm Galvanica di Tezze sul Brenta;
12/12/2011: tribunale di Bologna, udienza preliminare del processo ai compagni del “Fuoriluogo” (Bologna)
arrestati il 6 aprile 2011;
9/3/2012: iniziativa a Trieste in occasione dell’anniversario dell’assassinio del compagno “Pedro” (proposta
del Circolo “Pedro” di TS).
In generale la forma proposta per dare continuità al percorso è quella di Assemblea nazionale dei vari
comitati e realtà che partecipano al percorso, assemblea che si ritrova sia per sviluppare la discussione, ma
anche per promuovere iniziative. Le iniziative possono essere sia locali, che l’assemblea sostiene sia
nazionali (tipo quella di L’Aquila), che tutte le realtà costruiscono assieme. Nel procedere del lavoro ci si
potrà dotare delle forme organizzative necessarie come ad esempio si è fatto per l’iniziativa di L’Aquila in
cui si è costituito un “gruppo di lavoro”.
È stata messa tanta “carne al fuoco”. Questo è positivo perché darà modo alle realtà presenti di riflettere sulle
varie proposte emerse in modo da poterne trarre una sintesi comune per trasformarle in pratica. Per farlo al
meglio verrà fatta una raccolta degli interventi da far girare tra i partecipanti.
Orientativamente si è pensato di ritrovarsi tra fine gennaio e/o inizio febbraio 2012.
Infine è stato posto il problema di quale nome dare all’assemblea.
Padova, 5 novembre 2011
Le realtà presenti in assemblea.

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