Nasce una cucina popolare all’università!
Categorie: Eventi, Notizie, Senza categoria, VolantiniViviamo la nostra Università !
Ancora una volta, grazie all’autorganizzazione degli studenti che hanno messo in piedi una iniziativa con braciata, torneo di calcio, mostre, musica e birra, i campetti delle aule T sono stati riaperti.
Il senso di questa iniziativa non è solo quello di creare un momento di socializzazione e svago in un contesto così isolato come quello di Monte Sant’Angelo, ma è anche quello di riappropriarsi dei propri spazi, di evidenziare le contraddizioni di un sistema di gestione aziendalistico dell’università, di creare una continuità nel progetto di riapertura definitiva dei campetti.
Ci vediamo tutti i Martedì ore 13,00 in C4.
Categorie: Senza categoriaViviamo la nostra Università!!
L’iniziativa del 9 maggio al complesso universitario di monte sant’angelo non va vista come un singolo evento isolato, ma come una giornata inserita in un percorso di riappropriazione e riapertura degli spazi inutilizzati. I campi sportivi delle aule T, infatti, restano quotidianamente chiusi a causa di una loro presunta inadeguatezza allo svolgimento di attivita’ sportive (asfalto sdrucciolevole, inagibilita’ degli spogliatoi ecc). Queste pero’ sembrano le solite scuse che le istituzioni accademiche ci rifilano pur di non assumersi la responsabilita’ politica che si cela dietro la chiusura di un luogo di socializzazione. Difatti fino a pochi anni fa le porte che permettono l’accesso a questi luoghi erano aperte e gli studenti potevano liberamente trascorrervi quel poco tempo libero tra una lezione e l’altra, consumarvi un pasto e, perche’ no, organizzare una partita tra amici… Infatti Monte Sant’Angelo e’ un luogo isolato e lontano dalla vita della citta’, difficile da raggiungere e da lasciare, soprattutto per chi si sposta coi mezzi pubblici, quindi chi viene qui ci rimane tutto il giorno pur di non perdere preziose ore di studio. Ma tra queste ore di disperato studio, un po’ di svago e’ piu’ che meritato. Lo scopo di questa iniziativa, e delle future, e’ quello di rendere giornate come quella di oggi, non un’ eccezione, ma la normalita’! Ogni spazio che ci circonda ci appartiene e non saranno le catene o le scuse delle istituzioni a fermare la nostra determinazione. Per questo motivo invitiamo tutti a prendere parte a questo progetto di lotta per la riapertura di questo ed altri spazi inutilizzati dell’universita’.
Categorie: Senza categoriaRadio*Grafie N°0 – Aprile 2012
Scaricabile qui il numero 0 di Radio*Grafie.
Puntata 2 di radio-grafie. 3 maggio ore 16:30
La puntata di questo giovedì l’abbiamo pensata come momento di approfondimento di tematiche che esulano le questioni prettamente accademiche e/o politiche, per iniziare anche discussioni su ciò che più ci appassiona. Il cinema, l’arte, la letteratura, la musica non sono per noi beni di consumo su cui lucrare ma strumenti e veicolo di speranze, sogni, critica e lotta.
Una volta ogni due settimane ci immergeremo in un mondo dove le nostre idee vengono materializzate in immagini, parole e suoni e le commenteremo , sperando che chi ci ascolta non si limiti a subirle passivamente ma venga a proporci i loro ragionamenti, i loro interessi per arricchire uno strumento indispensabile come una radio indipendente.
Stay tuned, stay rebel.

CHE FESTA SPECIALE!!
Possiamo affermarlo con certezza: è stato un 28 aprile speciale!!
Finalmente la nostra università, come altre volte prima, si è popolata di più di mille persone che hanno ballato, si sono divertite insieme e hanno avuto la possibilità di trascorrere una serata diversa dal solito. Chi poi è stato a lettere già dal tardo pomeriggio, ha vissuto in prima persona un esperimento del tutto nuovo: dopo lo spettacolo teatrale “Fabula rasa” dei compagni e compagne del teatro popolare Angela Davis, messo in scena nella sala lignea all’interno del nuovo Spazio di Massa, c’è stata una cena a cui hanno partecipato circa 150 persone che hanno condiviso questo momento di socialità sospingendo anche il Napoli che, purtroppo, ha pareggiato. La festa è continuata all’esterno: il chiostro è stato allestito con mostre caratterizzanti il percorso politico degli studenti delle varie facoltà (mostre fotografiche sugli spazi inutilizzati e le biblioteche universitarie chiuse, mostre antifasciste, mostre sulla sanità e un infopoint con il primo numero di Radio*grafie, giornale di controinformazione studentesca scritto da studenti e studentesse della Federico II e della SUN. Tutto coninvolgente, tutto estremamente partecipato. Oggi su fb si rincorrono voci su presunte azioni squadriste all’interno della nostra facoltà. Innanzitutto ricordiamo che proprio un anno fa gli studenti che hanno organizzato l’iniziativa venivano accoltellati dai fascisti di Casapound. Con tutti i limiti abbiamo sempre cercato di creare un percorso quotidiano che fosse antirazzista, antisessista e antifascista e chiunque non si abbandoni a qualunquismi o abbia interessi politici a screditare i percorsi delle aule occupate, può concretamente confermare questa affermazione.
Categorie: ComunicatiFabula Rasa allo SpaziodiMassa! Quando il teatro diventa non solo forma, ma pratica per resistere!
Quello a cui abbiamo assistito sabato 31 marzo presso l’Interno 5, a san biagio dei librai, è stato solo un capitolo del percorso che da tempo vede impegnati i compagni e nostri fratelli del Teatro Popolare Angela Davis. A partire dalla rivisitazione e dall’interpretazione delle favole del subcomandande Marcos, è nata una narrazione, più che corale ci piace definirla collettiva.
Collettiva perchè le parole li espresse, le storie li narrate appartengono a tutti noi. Noi che ogni giorno viviamo l’ incertezza di un presente e l’impossibilità di un futuro, noi che tra ricordi e speranze cerchiamo quotidianamente un modo non solo per raccontare e denunciare l’ingiustizia di questo mondo, ma anche per resistere e lottare contro di esso, cercando forme, parole , sostanza e AZIONI che ci diano la forza e la costanza di metterlo in discussione, di metterci in discussione.
Attraverso il racconto di “bugie” , ciò che questa cultura non vuole,o a volte anche noi stessi non vogliamo credere, si compone l’immagine di un mondo, un mondo dove un ragazzo può morire in una manifestazione sparato da un defender dei carabinieri, dove l’esercito del nostro paese spara e fa affondare un barcone di immigrati, dove si muore sul posto di lavoro…Un mondo dove è con la paura che governa il forte, come il leone che solo per la sua imponenza spaventa gli altri animali, non sapendo che ci sarà sempre l’ animale che non si sente debole, perchè col suo cuore trova la forza di reagire e di non provare paura ,ma il coraggio non solo di sopravivvere ma di vivere.
Quello che il Teatro Popolare Angela Davis a nostro avviso è in grado di fare, è sviluppare non un progetto ( come loro stessi tengono a precisare) ma un percorso in cui la cultura e l’arte diventino una pratica politica, nel loro spettacolo ci siamo oltremodo commossi quando tra le tante narrazioni c’è la descrizione minuziosa e precisa di uno spazio che per noi ha significato tanto ,e continua a significare tanto, che è il “vecchio” SpaziodiMassa, il luogo in cui loro stessi hanno iniziato questo percorso teatrale, il luogo in cui le nostre strade si sono incrociate e che speriamo continuino a incontrarsi. Siamo prossimi ormai alla rappresentazione di questo spettacolo nel nuovo SpaziodiMassa Reloaded, il luogo dove vogliamo che tutti questi percorsi, e tutte questi racconti continuino a incontrarsi per praticare al meglio ogni forma di resistenza al presente per riappropriarsi di un passato storico di lotte e di vittorie e riprendersi la prospettiva di un futuro.
Sabato 28 aprile in scena “Fabula Rasa” del Teatro popolare Angela Davis ore 19e30 allo SpaziodiMassa.
Categorie: Senza categoriaPRIMO CONTROCORSO “REVISIONISMO E RESISTENZA”:UN NOSTRO BILANCIO, ALCUNE RIFLESSIONI!!
Basterebbe una foto dello Spazio di Massa durante l’iniziativa pomeridiana del 23 aprile per condensare in un’immagine tutto il ragionamento che ci ha portato a concepire come necessaria l’idea di un primo-controcorso: sedie disposte in modo circolare( senza alcuna distanza tra professori e studenti) e tantissimi spunti di riflessione condivisi e sviscerati dagli studenti assieme ai tre relatori che ringraziamo nuovamente. Certo siamo soltanto al primo appuntamento e quindi come qualsiasi cosa appena nato c’è bisogno di tanto lavoro ancora per migliorarlo.Ieri abbiamo registrato l’iniziativa in modo tale da poterla riascoltare su inventati.org/radiodimassa/. Nei prossimi giorni prepareremo anche un “quadernino” in cui riporteremo sinteticamente tutte le discussioni che vivacizzano i contro-corsi stessi.
IN questo inserto noi riprenderemo le tematiche affrontate durante l’iniziativa. La modalità di discussione ha seguito pari-passo l’impostazione che abbiamo dato ai nostri appuntamenti di studio. Ognuno di questi momenti è stato concluso con una sorta di riflessione finale condivisa e socializzata da tutti e con una proposta di discussione per l’appuntamento successivo. E cosi siamo arrivati al 23 con una nostra idea di strutturazione dell’iniziativa stessa.
La discussione è partita da un’analisi delle strutture economiche da cui dipendono i rapporti sociali di una determinata società e dal tentativo di scardinare le logiche revisioniste del nostro sistema formativo e dell’ideologia capitalista dominante. In questa occasione ci siamo soffermati sul revisionismo storico. Con revisionismo storico si intende in generale, una serie di orientamenti storiografici che rimette in discussione alcuni nodi cruciali della storia moderna. Lo spirito di Revisione tende ad emarginare elementi connotanti i processi storici soprattutto la storia come “antagonismo” tra classi sociali.
Da qui la prima domanda:Perchè si revisionano gli avvenimenti storici? Siamo arrivati ad una conlusione: la cancellazione della memoria permette alla classe capitalista dominante di imporre la propria repressione e la propria egemonia economica, ricorrendo e cercando di imporre un’ egemonia culturale che cancelli il passato e isoli chi lotta ancora oggi contro questo sistema: nessuno ci racconterà delle vittorie operaie e studentesche nel corso dei decenni perchè magari è più comodo avere uno studente incosciente nel momento in cui cancellano anche il valore legale del titolo di studio! La memoria ci rende coscienti che c’è una possibilità di cambiamento e per questo siamo partiti da quello che la storia ci insegna. Insegna ma non ha scolari direbbe Gramsci. Noi abbiamo provato, documenti alla mano a creare un nostro ragionamento. Lo abbiamo fatto seguendo 3 linee guida:
Un’analisi di partenza sul fascismo e sulla fase storico-economica in cui si sviluppa. Finita la Prima guerra mondiale la crisi economica che segue provoca una profonda instabilità nella struttura produttiva che acuisce al massimo lo scontro di classe. In questa situazione, tutte le frazioni padronali hanno un interesse comune a sostenere una forma di controrivoluzione autoritaria che trova la sua piena realizzazione nel fascismo. La borghesia si tutela e cerca sempre di garantire la sua egenomia sempre con strumenti repressivi e strategie economiche tese a privare la classe proletaria dei propri diritti. Si tutela anche prima dell’ascesa di Mussolini che sicuramente può essere considerata la parte finale di una strategia borghese di risposta alla crisi economica (dovuta alla riconversione post-bellica e all’inflazione)e alle lotte sociali e operaie.
Se arriviamo a considerare il fascismo come strumento della borghesia che ebbe tutto l’interesse nel sostenerlo, dobbiamo necessariamente ragionare sulla resistenza e non solo come lotta per la liberazione dall’occupazione nazi-fascista, ma come resistenza alla classe dominante, come guerra di classe; parliamo di una guerra che fu civile e che non trovò uno sbocco rivoluzionario per molteplici motivi che abbiamo cercato di approfondire anche grazie ai nostri relatori.
2Un altro elemento che molto ci è premuto affrontare riguarda l’esperienza della resistenza jugoslava , dalla sua nascita all’occupazione nazifascista ( dal 1941 al 1945), inserendo anche una riflessione sul “mito” della foibe.Sandi Volk, uno dei nostri relatori, nella prefazione ad un libro di Claudia Cernigoi scrive:”L’uso propagandistico delle foibe e delle presunte violenze dei partigiani rossi è parte di un progetto più ampio per mantenere alta la tensione nazionale lungo il confie orientale italiano e cristallizzare lo scontro sociale e politico sul piano dello scontro tra nazionalità,in continuità con la politica con la quale la borghesia italiana e dell’istria ha saputo garantirsi il dominio dalla meta del diciannovesimo secolo in poi.” Foibe e resistenza yugoslava sono realmente sconosciute ai più. E’ stata fatta un’analisi sulle strategie economico-ideologiche dell’Italia fascista sulle terre orientali di confine (parlando anche dello stato parafascita jugoslavo e dell’occupazione italiana degli anni 20).Sempre con documenti alla mano è stata fatta un lavoro di discussione che demistificasse la “questione foibe”. Infine una cronistoria della guerra partigiana Jugoslava e di come essa abbia effetivamente ribaltato i rapporti sociali esistenti costruendo una nuova (per quegli anni) esperienza politica.
3.Di qui siamo tornati circolarmente al punto di partenza. Ilenia Rossini ha risposto ai quesiti che prima ponevamo: come viene ricordata la Resistenza? Perchè si revisiona la storia? Quali sono le diverse strategie storiche del revisionismo e da chi viene applicato?. Tramite moltissimi documenti e libri ci siamo resi conto che elementi connotanti la guerra partigiana ( una guerra di classe all’interno di una guerra civile tra fascisti e antifascisti) sono assolutamente assenti in molti libri di testo. La guerra terminerà il 25 aprile 1945 grazie all’azione dei partigiani e agli scioperi in fabbrica che paralizzarono la produzione. Ad un anno di distanza, il 18 Giugno 1946 l’Italia divenne una Repubblica Democratica. La scelta di una “via democratica” non è casuale. La democrazia è il migliore involucro del capitalismo perché essa riflette una relativa stabilità del ciclo capitalistico di produzione entro cui la lotta di classe può essere contenuta entro certi limiti tollerabili per il sistema stesso.
In maniera scientifica si realizza una continuità tra apparati statali fascisti e nuove istituzioni democratiche essendo immutato il sostrato economico-capitalistico che sottende alle decisioni politiche. Una continuità politica quindi: l’amnistia del 22 giugno 1946 voluta da Togliatti (segretario storico del Partito Comunista) da una parte e la “democratica magistratura” dove ci sono centinaia di giudici operanti nel passato regime dall’altra permettono un’impunità quasi totale a gerarchi e massacratori fascisti. La continuità che si sostanzia sempre anche sul piano economico, diventa il tentativo che fa una classe di garantire la sua egemonia economica e politica nel corso del tempo. Oggi come ieri succede questo.
Siamo partiti da questo e ci siamo confrontati con il Professore Aragno, con Sandi Volk e con ILenia Rossini: una lunga discussione che ha confermato molti dei nostri ragionamenti ma che in altri invece hanno evidenziato una diversità di analisi che ci arricchisce soltanto. Per questo in questo inserto abbiamo deciso soltanto di pubblicare il punto di arrivo dei nostri incontri e di lasciare al quadernino e alla registrazione la ricchezza e la complessità dell’iniziativa. Per fare in modo che ognuno realizzi il proprio quadro d’insieme inseriremo nel quadernino anche una bibliografia arricchita mentre qui rimandiamo ai nostri siti per scaricare in formato pdf i documenti da cui sono partite le nostre riflessioni.
documenti: link
Riascolta l’evento scaricando il podcast Radiodimassa: prima_parte seconda_parte
Categorie: Comunicati, Notizie, Senza categoria, VolantiniARRIVA UN NUOVO PROGRAMMA RADIO: NASCE RADIOGRAFIE!SEGUICI SU RADIODIMASSA ogni GIOVEDI ALLE 16.30!

PUntata 0 il 19 APrile alle 16.30!
Innanzitutto vogliamo presentarci, presentare le aule occupate dove è nato radiografie e presentare dunque questo nuovo progetto, iniziare ad accennare a tutto quello che in futuro cercheremo di affrontare, anche perché vorremmo che chiunque sia interessato possa avere modo di fare delle proposte e partecipare direttamente al progetto!
parlaremo di università, di quello che succede nelle diverse facoltà della Federico Secondo e della Seconda Università di Napoli, approfondiremo questioni “extrauniveristarie” dal trasporto pubblico alla sanità.
C’è tanto di cui discutere, c’è tanto da capire e tanto per cui è fondamentale agire!
Il 28 aprile uscirà anche il primo numero del giornale… ma non sveliamo troppe cose!
Ascoltateci, e seguite l’occhio che guarda dentro e fuori le università!!
http://www.inventati.org/radiodimassa/2012/04/14/radiodimassa-radiografie-giovedi-19-ore-16-30/
Cos’è Radiografie?
Un giornale; una trasmissione radio.
Poche parole per definire un progetto auto-organizzato che si alimenta giorno dopo giorno;
attraverso le “cronache” universitarie possiamo dar voce dal basso e senza mediazioni, alle contraddizioni che viviamo come studenti e studenti lavoratori.
Vogliamo raccontare quello che viviamo nelle aule e nei corridoi delle nostre facoltà, mettere alla prova la capacità di critica che vediamo soffocare piuttosto che alimentarsi, come dovrebbe essere.
Corsi, pause pranzo, esami, tirocini: agli occhi di chi ci vede sono la nostra routine, una fase di passaggio che di questi tempi non si sa in realtà molto dove ci porterà.
Ma per noi in realtà sono una palestra quotidiana, fatta di tempi serrati, corse dalle segreterie ai vari palazzi, ai posti di lavoro, ancora alle aule; eppure un po’ di tempo c’è per provare a non far passare sotto silenzio le batoste che l’università ogni giorno ci regala. Dalle più “semplici” come la ventesima bocciatura allo stesso esame alle tasse che per tutti noi aumentano sempre di più.
A noi la scelta: o continuare a far finta di niente o cominciare almeno a parlarne.
Come è nato Radiografie?
Dal confronto di studenti che lottano e promuovono la lotta nelle università attraverso assemblee, occupazioni, vertenze, cortei e manifestazioni coscienti che questa, per ora, non è la scelta di tutti.
Non siamo giornalisti, nè professori ma nessuno può impedire agli studenti di scrivere, disegnare e parlare. Questo giornale vuole dare l’occasione a tutti di farlo: non è un titolo o una laurea che fanno di noi quello che siamo ma le nostre esperienze, le nostre idee e la volontà di metterle a confronto.
Dove siamo?
La risposta potrebbe essere ovunque, alla Federico II e alla Seconda Università di Medicina di Napoli, viviamo ogni angolo delle nostre facoltà. Ci riuniamo a rotazione in una delle aule occupate della Federico II ( Spazio di Massa a Lettere, A12 a via Marina, Alexis a Mezzocannone 16, C4 a Monte Sant’Angelo) o nel cortile di Sant’Andrea delle Dame a Medicina.
“La critica non è una passione del cervello, bensì il cervello della passione. Essa non è un bisturi, bensì un’arma. Il suo oggetto è il suo nemico che essa non vuole confutare, ma distruggere.”
Karl Marx
28 Aprile SERATA SPECIALE A allo Spazio di Massa Reloaded!
ORE 19:30.Spettacolo teatrale “FABULA RASA” allo spazio di massa reloaded.
ORE 21 TUTTI a TAVOLA! Cenone allo Spazio di Massa con tanto di primo, secondo e dolce…. Vino con la pala per tutti!
(contattaci per prenotare la cena su fb o all’interno delle nostre aule occupate).
A seguire nel chiostro della facoltà:
ARS NOVA
THE UPSET FOUNDATION
HACIENDA CREW
CHIUSURA SERATA: DJ SET TRASH!
SOLO PER LA CENA SI PRENOTA E SI PAGA 5 EURO.
PER LA SERATA NEL CHIOSTRO INGRESSO A SOTTOSCRIZIONE LIBERA( ALLA PORTA LASCIA QUELLO CHE PUOI).
Categorie: Senza categoria









