18 denunce per antifascismo. Contro la repressione non un passo indietro!

QUARTO (NA) 18 DENUNCE PER ANTIFASCISMO

CONTRO LA REPRESSIONE NON UN PASSO INDIETRO!

Il sistema capitalista, sempre piu’, mostra il suo vero volto. Lo dimostra la politica di governo, che in perfetta continuazione con quello precedente (centro-sinistra), mette a punto un nuovo pacchetto sicurezza che non è altro che una persecuzione delle libertà individuali e sociali.
L’ aumento esponenziale delle pene per i reati minori, la reintroduzione di reati quali per esempio l’ ”oltraggio a pubblico ufficiale” (già sospeso nel 1999), gli inasprimenti delle pene, l’ introduzione del reato di clandestinita’ con l’ aumento del periodo di DETENZIONE nei LAGER di stato (CIE) fino a 18 mesi e la possibilità per i medici di denunciare i clandestini vanno proprio in questo senso.
Assistiamo sempre piu’, quindi, a quella che potremmo chiamare “repressione preventiva”, che la classe dominante mette in campo per evitare, in un momento cosi’forte di crisi, lo svilupparsi di qualunque focolaio di rivolta a questo sistema. Infatti, sempre piu’ gli spazi sociali diventano luoghi pericolosi, controllati, in nome della “sicurezza”, con aumento della videosorveglianza, di militari posti ad ogni angolo della città e divieti assurdi nelle mani di sindaci sceriffi, delineando sempre più uno stato-polizia. Negli ultimi giorni gli esempi si moltiplicano: pestaggi mirati avvenuti in Val Susa, cariche nei confronti degli operai che difendono il posto di lavoro, sgomberi per chi occupa le case e per chi sottrae spazi abbandonati al degrado e ne fa spazi liberati, arresti e denunce per chiunque tenta di opporsi ai fascisti cani da guardia dei padroni.
E’cosi’ che anche a Quarto lo Stato e’ sceso in difesa dei suoi servi. il Primo maggio scorso a Quarto è stata organizzata una conferenza per la campagna elettorale del partito La destra, dove era “atteso” il loro leader Francesco Storace. Proprio a Storace, che non ha mai rinnegato il fascismo, la stessa amministrazione comunale che poche settimane prima aveva “ricordato”il 25 aprile, ha concesso come spazio di agibilità politica l’aula consiliare, mostrando il massimo dell’ipocrisia!!! L’iniziativa organizzata proprio durante la festa dei lavoratri da sempre repressi dai servi del sistema sapeva di provocazione. Ma la risposta degli antifascisti non si è fatta attendere ed in maniera determinata è stata presidiata la piazza per impedire il convegno.
La risposta della silente dittatura democratica non si è fatta attendere, dopo le criche di quel giorno, sono giunte anche 18 denunce già annunciate dai servi a mezzo stampa all’indomani della contestazione. Le denunce non piovono casualmente e hanno lo scopo di isolare i compagni. Ma hanno fatto male i conti. Il legame e la solidarieta’ con il resto della popolazione e’ vivo piu’che mai e di certo non sara’ spezzato attraverso questi mezzi. Queste denunce non ci stupiscono e non ci affrangono, non indietreggeremo di fronte all’ennesima intimidazione e lotteremo sempre per costruire quella società liberata per cui combattiamo.

CONTRO LO STATO E I SUOI SERVI!
LA SOLIDARIETA’ E’ UN’ARMA, USIAMOLA!

ANTIFASCISTI NAPOLETANI

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Dax odia ancora! Non dimentichiamo, non perdoniamo!

pubblichiamo il volantino e il manifesto dell’iniziativa antifascista in ricordo  di Dax che si  terra’  a Milano a  cui parteciperemo.

Con ancor piu’ rabbia nel cuor…DAX ODIA ANCORA!

                      16 MARZO 2003, LA NOTTE NERA DI MILANO
 Alcuni compagni usciti dal pub Tipota si scontrano con tre neofascisti
 armati di coltelli che li colpiscono ripetutamente, ferendone gravemente
 due. Uno sarà operato d’urgenza mentre Davide “Dax” non arriverà vivo in
 ospedale. Sul luogo sopraggiungono invece numerose pattuglie di polizia e
 carabinieri che, ostruendo la circolazione stradale, contribuiscono a
 ritardare i soccorsi. Poco dopo la partenza delle ambulanze arriva anche
 un reparto di celere con caschi e manganelli, respinti subito dalle grida
indignate dei presenti…un avvertimento…
 
All’ospedale S.Paolo, già militarizzato dalle forze dell’ordine, i medici
 comunicano la morte di Dax. Disperazione, incredulità, rabbia….
 I compagni e gli amici presenti rispondono alle provocazioni di Polizia e
 Carabinieri, che danno subito il via a feroci cariche dentro e fuori
 l’ospedale. Una caccia all’uomo stile Genova 2001, quella stessa
 brutalità che abbiamo visto in azione in Val di Susa solo qualche
 settimana fa.
 “Volevano portare via la salma dell’amico” Così il giorno dopo il Questore
 Boncoraglio legittima l’operato delle forze dell’ordine, il cui bilancio
 per i pestaggi contro chi era presente è di decine di punti di sutura
 sul viso, denti e braccia rotte, teste aperte, facce sfigurate e sangue
 dappertutto.
 
Sui “fatti del San Paolo” si aprirà poi un processo con imputati un
 carabiniere e due polizziotti, accusati di porto d’arma impropria e abuso
 d’ufficio, e 4 compagni alla sbarra per resistenza e violenza a pubblico
 ufficiale. Questo processo si è concluso in Cassazione nel 2009 con da un
 lato la piena assoluzione delle forze dell’ordine e dall’altro la
condanna
 di due compagni ad un totale di 3 anni e 4 mesi di carcere più 100.000
 euro di multa.
 Lo Stato si è assolto, la magistratura ha legittimato e consacrato
 l’operato dei suoi servi in divisa.
 Nessuno stupore, nessun lamento. La stessa cosa è accaduta per i processi
 del G8 Genova.
 Nessuno stupore, nessun lamento ma rabbia, odio e la determinazione nel
 continuare a lottare, ricordare e raccontare.
 Una storia che continua perchè fascisti e polizia continuano ad ammazzare,
 nelle carceri, nelle strade. Continua con il nome di Renato Biagetti, Ivan
 Khutorskoy, Carlos Palomino, Nicola Tommasoli, Stefano Cucchi, Jan Kucera,
 Alexis Grigoropoulos, Federico Aldrovandi, Carlo Giuliani e molti altri.
 Un elenco che non vogliamo vedersi allungare, una storia di sangue che
 deve essere fermata costruendo solidarietà, resistenza, lotta antifascista
 e anticapitalista.
 
“Per combattere questo nuovo fascismo non ci saranno i vostri nonni, o i
 padri dei vostri nonni. Affrontarlo toccherà a voi ”PARTIGIANO “FOCO”

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“l’unico fascio ca ce piace è ‘o fascio ‘e friarielli”

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Discriminiamo solo i padroni!

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Milano: presidio antirazzista.

da comitato antirazzista (milano)..clicca sull’immaggine per vederla in formato originale..

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Info dalla Val di Susa.

Dopo le violenti cariche di ieri,subite dal movimento NO TAV , si hanno le prime notizie sui feriti…

riceviamo e pubblichiamo:

La signora 45enne oltre alla frattura del naso e della testa sembra avere un emorragia interna zona ovarica (non so se il termine è corretto) per i calci presi dalle forze del DISordine mentre era a terra già sanguinante.
Il marito ha detto che probabilmente verrà operata.

Per Simone situazione stazionaria, non sarà operato, è lucido.

Il vice questore Sanna si è presentato all’ospedale per chiedere a Simone avesse bisogno di qualcosa……il compagno ha risposto che gli bastava quello che gli avevano già dato ;)

Grande Sinome

Ieri sera per due volte la digos a provato ad entrare nella stanza di Simone.
La prima volta sono stati allontanati a male parole; la seconda a calci nel culo!

Da radio black out

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Dresda: no more nazi in my town!

ANTIFA

Terra bruciata intorno alla marcia neonazista, questo han fatto gli antifa tedeschi per contrastare la chiamata europea dei movimenti d’estrema destra in occasione del 65esimo anniversario dei bombardamenti alleati su Dresda. Un “appuntamento funebre” che si ripete da diversi anni, nella strumentalità fascista di solleticare la frustrazione e di riaprire una ferita aperta come quella dei bombardamenti criminali del febbraio ‘45, che fecero 25mila morti in città, ultima punizione contro un regime hitleriano oramai in ginocchio.
Dresda calling.
Dresda calling è stata una campagna articolata da mesi, imbastita con anticipo e metodo dai compagni e dalle compagne del paese europeo, sotto il coordinamento di due reti, Dresda calling (assise eterogenea antifascista) e No Pasaran (realtà autonome antifasciste). Quest’oggi sono arrivati pullman e treni da tutta la Germania per impedire lo svolgimento di questa marcia neonazista, tentato attraverso la costruzione di tutta una serie di blocchi metropolitani fin dalla mattina.

La cronaca della giornata antifascista
La tensione si è impennata fin dalla mattina, facendo seguito già a quanto accaduto nei giorni precedenti (autorizzazione da parte della Corte Federale della marcia neonazista e sequestro materiale antifascista a Berlino). La polizia ha giocato il suo ruolo che si è dimostrato determinante nella gestione della giornata: comportamento muscolare verso i presidi antifascisti nelle piazze, tutti dichiarati come non autorizzati, e briglia sciolta per i neonazisti in città. Dentro questo contesto vi sono state diverse aggressioni fasciste contro i compagni, ma al contempo si sono verificati diversi duri scontri, in mattinata, per le strade, mossi dagli antifa contro l’arrivo dei neonazisti in pullman o treno, oltre che con la polizia.
Altri scontri vi sono stati nel pomeriggio: la polizia ha sgomberato diversi presidi antifascisti per lasciar passare la marcia neonazista, ha fatto uso di gas lacrimogeni (raro per la polizia tedesca) ma ha dovuto rinunciare dinnanzi all’assembramento antifa più grosso (3mila persone) che era in piedi dinnanzi alla stazione di Dresda. Attorno alla marcia dei neonazisti per tutto il pomeriggio ha imperversato l’azione antifascista: blocchi e barricate in strada, scontri con la polizia, azione dirette contro obiettivi simbolici.
10mila antifascisti hanno quindi risposto alla chiamata contro i neonazisti (che avevano annunciato una chiamata continentale, pronosticando anche 8mila presenze, che nella realtà si sono però dimezzate), nelle 2 facce comunicanti della mobilitazione: quella istituzionale ordita dall’amministrazione comunale di Dresda, costretta a prender posizione (per la prima volta) dalla mobilitazione e partecipe della giornata con un presidio antifascista; quella dei movimenti tedeschi, che hanno fatto terra bruciata, per tutto il giorno, attorno alla marcia neonazista, con una conflittualità che ha sparigliato i piani di gestione delle piazze da parte della polizia e che ha attorniato senza tregua di neonazisti, ospiti quantomai indesiderati.

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Questo passa il convento: cronache e valutazioni di una lotta antifascista a Napoli.

dossier_antifaSTUDENTI FEDERICO II

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Napoli 6 febbraio – assemblea nazionale su antifascismo e repressione.

solidarite' AntifascistaNelle giornate che hanno preceduto il 40esimo anniversario della strage di Piazza Fontana, avevamo espresso in maniera decisa la necessità di declinare la pratica antifascista in maniera più ragionata, attraverso un’analisi che tenesse conto anche di quanto su questo terreno il movimento di classe aveva prodotto nelle diverse realtà della nostra penisola. Il 12 dicembre 2009 ha dunque rappresentato, oltre che la simbolica ricorrenza della manovra stragista dello Stato, anche un momento di riflessione rispetto alle nuove articolazioni del neofascismo. C’è chi si è concentrato sulla stretta relazione esistente tra vecchie e nuove tendenze autoritarie, chi ha messo in evidenza il continuo sabotaggio delle lotte sociali (oggi come allora represse dal braccio armato dello Stato e ignorate dai media mainstream), chi ha puntato allo smascheramento dei fascisti “riciclati” negli apparati amministrativi, chi ha guardato con maggiore interesse ai legami mai interrotti tra lo squadrismo fascista e la destra istituzionale, e chi – in ultima analisi – ha focalizzato l’attenzione su due fenomeni ormai usciti dagli argini: la deriva xenofoba e razzista che interessa ogni città e quartiere d’Italia e l’affondo revisionista che punta alla riscrittura della Storia e allo sdoganamento dei fascisti di ieri e di oggi.

Praticare oggi l’antifascismo significa quindi declinare e coordinare le articolazioni di cui esso vive sforzandoci di elaborare un paradigma teorico e pratico valido per le differenti situazioni che ci si profilano di fronte. Nell’invitare ad una discussione di questo calibro crediamo anche che non si possa prescindere dal riconoscere la triplice base su cui esso debba necessariamente poggiare, ovvero quella sociale, quella culturale e quella militante. Così come non si può prescindere, pensando ad un coordinamento nazionale, dalla costruzione di una rete di mutuo soccorso e solidarietà attiva capace di prendere collettivamente parola di fronte ai sempre più frequenti casi di repressione. Per questo crediamo sia arrivato il momento di promuovere una giornata nazionale di dibattito che ponga a confronto le diverse realtà che su questo terreno si muovono, e che questo terreno praticano, indicando sommariamente alcuni spunti di riflessione che ci auguriamo potranno essere oggetto di dibattito il prossimo 6 febbraio.

- la costruzione di un fronte comune capace di controbattere alla campagna revisionista che da anni è in corso nel nostro paese e che vede nell’attacco alla resistenza comunista il proprio architrave;

- la costruzione di una rete nazionale capace di amplificare, promuovere e socializzare quanto viene prodotto e fatto localmente e al tempo stesso in grado di riannodare il filo rosso della solidarietà militante;

- la costruzione di uno spazio di dibattito nazionale che partendo dalla nuova composizione sociale della classe sia in grado di inquadrare in termini più ampi il fenomeno razzista e xenofobo ed i compiti del movimento di classe;

Abbiamo appositamente stilato questo breve appello in una forma semplice, senza entrare nel cuore delle singole questioni e senza avere la pretesa di avere già una chiave di volta perché convinti che dovrà essere la discussione del 6 febbraio prossimo a darci una parziale risposta ai molti nodi oggi esistenti.

NAPOLI
- SABATO 6 FEBBRAIO ORE 15:00
- DOMENICA 7 FEBBRAIO ORE 10:30

N.B. L’appuntamento del 7 alle 10 e 30 del mattino è previsto esclusivamente nel caso in cui l’assemblea non riuscisse a chiudere i lavori entro la sera di sabato 6

presso: CENTRO CULTURALE “LA CITTA’ DEL SOLE”

vico san giuseppe maffei a san gregorio armeno N.18

per info: www.12dicembre.net corteo12dicembre@gmail.com

ANTIFASCISTI E ANTIFASCISTE

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2 febbraio 1943 – 2 febbraio 2010

2 febbraio 1943 – 2 febbraio 2010

CON STALINGRADO NEL CUORE…
CON OGNI COMPAGNO CADUTO NEL CUORE…
OGGI COME IERI NON UN PASSO INDIETRO!Stalingrado

“Canto d’amore a Stalingrado” di Pablo Neruda

Nella notte il contadino dorme, ma la mano
sveglia, affonda nelle tenebre e chiede all’aurora:
alba, sole del mattino, luce del giorno che viene,
dimmi se ancora le mani più pure degli uomini
difendono la rocca dell’onore, dimmi aurora,
se l’acciaio sulla tua fronte rompe la sua forza,
se l’uomo rimane al suo posto, e il tuono al suo posto,
dimmi, chiede il contadino, se la terra non ode
come cade il sangue degli eroi
arrossati, nell’immensa notte terrestre,
dimmi se ancora sopra l’albero sta il cielo,
dimmi se ancora risuonano spari a Stalingrado.

E il marinaio in mezzo al mare tremendo
scruta le umide costellazioni,
e una ne cerca, la rossa stella della città ardente,
e scopre nel suo cuore quella stella che brucia,
e quella stella d’orgoglio le sue mani vogliono toccare,
quella stella di pianto creata dai suoi occhi.
Città, stella rossa, dicono il mare e l’uomo,
città, chiudi i tuoi raggi, chiudi le tue porte dure,
chiudi, città, il tuo famoso lauro insanguinato,
e che la notte tremi con lo splendere cupo
dei tuoi occhi dietro un pianeta di spade.

E lo spagnolo ricorda Madrid e dice: sorella,
resisti, capitale della gloria, resisti:
dal suolo si alza tutto il sangue sparso
dalla Spagna, e per la Spagna si solleva nuovamente,
e lo spagnolo chiede, già contro il muro
delle fucilazioni, se Stalingrado vive;
e c’è nel carcere una catena d’occhi neri
che bucano le pareti col tuo nome,
e la Spagna si scuote col tuo sangue e i tuoi morti,
perchè le offristi l’anima tua, Stalingrado,
quando partoriva la Spagna eroi come i tuoi.

Conosce la solitudine, la Spagna:
come oggi conosci la tua, Stalingrado.
La Spagna strappò la terra con le unghie
quando Parigi era bella più che mai.
La Spagna dissanguava il suo immenso albero di sangue
quando Londra, come Pedro Garfias ci racconta,
pettinava le sue aiuole, i suoi laghi di cigni.

Oggi di più conosci questo, forte vergine,
oggi, Russia, di più conosci la solitudine e il freddo.
Mentre migliaia di obici squarciano il tuo cuore,
mentre gli scorpioni con crimine e veleno,
accorrono, Stalingrado, a mordere le tue viscere,
New York balla, Londra medita, e io dico “merde”,
perchè il mio cuore non resiste più
e i nostri cuori
non resistono più, non resistono
in un mondo che lascia morire soli i suoi eroi.
Li lasciate soli? Ora verranno per voi.
Li lasciate soli?

Volete che la vita
precipiti alla tomba, e il sorriso degli uomini
sia cancellato dalla latrina e dal calvario?
Perchè non rispondete?

Volete più morti sul fronte dell’Est
finchè riempiano tutto il vostro cielo?
Ma allora non vi resta che l’inferno.
Già si stanca di piccole prodezze
il mondo, dove al Madagascar i generali,
con eroismo, uccidono cinquantacinque scimmie.

Il mondo è stanco di congressi autunnali,
ancora con un ombrello a presidente.
Città, Stalingrado, non possiamo
giungere alle tue mura, siamo lontani.
Siamo i messicani, siamo gli araucani,
siamo i patagoni, siamo i guaranì,
siamo gli uruguaiani, siamo i cileni,
siamo milioni d’uomini.
E abbiamo altra gente, per fortuna, nella famiglia,
ma non siamo ancora venuti a difenderti, madre.
Città, città di fuoco, resisti finchè un giorno
arriveremo, indiani naufraghi, a toccare le tue muraglie
con un bacio di figli che speravano di tornare.

Stalingrado, non c’è un Secondo Fronte,
però non cadrai anche se il ferro e il fuoco
ti mordono giorno e notte.

Anche se muori non morirai!

Perchè gli uomini ora non hanno morte
e continuano a lottare anche quando sono caduti,
finchè la vittoria non sarà nelle tue mani,
anche se sono stanche, forate e morte,
altre mani rosse, quando le vostre cadono,
semineranno per il mondo le ossa dei tuoi eroi,
perchè il tuo seme colmi tutta la terra.

Pablo Neruda

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Continua la riqualificazione della periferia!

L’emergenza rifiuti non sembra finire a Napoli; dopo la grande pulizia, da rifiuti e topi di fogna, effettuata nel quartiere materdei l’emergenza si è ripresentata a pianura. Ancora una volta la risposta è stata rapida. Meno di 12 ore e  l’ emergenza è stata subito risolta!casapoundinfami

CASAPOUND SPIE INFAMI!spieinfami NESSUNO SPAZIO AI FASCISTI! NÈ A NAPOLI, NÈ ALTROVE!

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Ogni mercoledi ore 15, in diretta su Radio di massa, Storie di Resistenze.

Ogni mercoledì alle 15 dall’Aula C4 Occupata va in onda Storie di Resistenze, un programma radio che racconta storie ed episodi delle lotte che tentano di scardinare le strutture di Potere che caratterizzando la società in cui viviamo. Nella puntata del 27 gennaio 2010 vi parleremo delle lotte studentesche che in questi mesi stanno infiammando le università in tutta Europa. Un’intervista ad uno studente dell’università di Francoforte ci narrerà la mobilitazione degli Atenei che da mesi si stanno mobilitando per ostacolare la ristrutturazione dell’università tedesca.copia-di-resistenza1-300x204

Dalla Germania arriveremo in Italia, con il nuovo Ddl Gelmini che da un’ulteriore spinta all’aziendalizzazione delle università italiane, assoggettandole ancor di più alle logiche di sfruttamento ed oppressione del mercato capitalista. Anche qui le riforme degli ultimi 15 anni si muovono secondo le linee guida tracciate dal Processo di Bologna, che ora più che mai devono essere scardinate!

Per ascoltarci usa il player nella colonna destra oppure apri http://stream.teknusi.org:8000/radiodimassa con il tuo player audio!

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Solo la lotta paga!

Ancora una volta la lotta paga. L’unità paga! Dopo tre giorni di sciopero selvaggio e picchetti davanti ai cancelli di Monte Sant’Angelo i lavoratori della COOP SEMA vincono la battaglia! Di fronte ad un padrone arrogante e alle minacce dgli ex sbirri, assunti per controllarli, i lavoratori hanno alzato la testa e hanno vinto! E dire che  ci hanno provato in tutti i modi a divedere i lavoratori…hanno cercato con scarsi risultati di metterli contro gli studenti che in questi tre giorni hanno lottato al loro fianco…Hanno minacciato di non firmare l’accordo se i lavoratori non si fossero dissociati dal volantino degli studenti (che riportiamo qui in basso)che a dire dell’azienda sarebbe diffamatorio.. Non ci meravigliamo di questi metodi del padrone di turno..Tutto come sempre. Come non ci meravigliamo che i sindacati (presenti solo alla fine della lotta) sono sottostati a questa minaccia. Ci fa piacere, invece, che i lavoratori non ci sono cascati e hanno espresso da subito la loro solidarietà.

COOP SEMA NESSUNO CI È CASCATO! (tranne i sindacati servi)

ecco il volantino:

I lavoratori, dalla Fiat di Pomigliano a quelli delle pulizie di Monte Sant’Angelo, nonostante i continui attacchi alle loro condizioni di lavoro dimostrano in questi giorni di essere ancora capaci di battersi contro i padroni e il loro sfruttamento non cedendo ai ricatti che vorrebbero vederli abbassare la testa. La crisi – che qualcuno dice essere passata – si abbatte con tutta la sua forza sui più deboli. I padroni, hanno il coraggio ancora una volta di chiederci di fare sacrifici, mentre si ingrossano la pancia con il sudore dei lavoratori: è giunta l’ora di dire basta! Chi deve pagare la crisi sono coloro che hanno voluto questo sistema: i padroni!

A Monte Sant’Angelo i lavoratori delle pulizie si sono ribellati all’arroganza della loro ditta esternalizzata (COOP SEMA) che per molto tempo ha speculato sulla loro pelle, pagando gli straordinari con i ticket restaurant. Ma questo non è tutto. La COOP SEMA (come ai tempi del ventennio) ha assoldato 2 ex poliziotti in pensione per controllarne il lavoro e minaccia i lavoratori più combattivi e sindacalizzati, ritarda i pagamenti di stipendi e tredicesima, ostacola la retribuzione di ferie e giorni di malattia. A tutto ciò i lavoratori hanno risposto con la loro unica arma: la lotta! Lotta che ha richiesto il rispetto dei diritti basilari che troppo spesso vengono calpestati dal padrone di turno. Richieste più che legittime, alle quali l’azienda ha cercato di opporre resistenza per ben tre giorni! La svolta è avvenuta al terzon giorni di sciopero. L’azienda sotto richiesta dei lavoratori si è presentata a Monte Sant’Angelo (accompagnata dagli ex poliziotti) e ancora una volta, difronte alle rivendicazioni dei lavoratori ha fatto orecchie da mercante. A questo punto, i lavoratori, determinati, decidono di portare avanti lo sciopero. L’azienda, messa alle strette, alle ore 22 cede alla lotta dei lavoratori. Una piccola vittoria che ci insegna che solo la lotta e la determinazione pagano!

L’università in tutto questo non è esente da colpe: sono ormai anni che porta avanti esternalizzaioni come ad esempio mense e servizi di pulizie a discapito degli studenti e dei lavoratori e a favore dei profitti di qualche sciacallo speculatore!

L’attacco subito dai lavoratori sferrato dai governi di ogni colore (con le leggi antisciopero, l’aumento dell’età pensionabile, il proliferare di contrattazioni di secondo livello tanto volute da Confindustria) è lo stesso attacco che da anni subiamo noi studenti. Negli ultimi dieci anni infatti, la percentuale di giovani che sono stati costretti a sottoscrivere un contratto a tempo determinato (nella migliore delle ipotesi) è aumentata notevolmente mentre, contemporaneamente, il livello di tutela di chi lavora a tempo indeterminato tende sempre più a diminuire.

E’ oggi, quindi, più che mai importante, estendere le reti di lotta e solidarietà tra chi studia e chi lavora, per fronteggiare un attacco padronale alle condizioni di vita di tutti noi.

IL MOMENTO E’ ORA, RIAPPROPIAMOCI DEL NOSTRO FUTURO!

SEMPRE AL FIANCO DI CHI LOTTA!

SOLIDARIETA’ AI LAVORATORI DI MONTE SANT’ANGELO DELLA COOP SEMA

LA LOTTA PAGA! – C4 OCCUPATA

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Il Cpo Experia rioccupa!

pubblichiamo con immenso piacere  il   comunicato dei compagni del cpo Experia…La repressione non ci fermera’!

COMUNICATO STAMPA DEL 6 GENNAIO 2010 h. 12.00:

Questa mattina il Centro Popolare Experia ha aperto e occupato un altro edificio abbandonato nel quartiere Antico Corso: Il Cinema Minerva in via orto del re n. 20.

Gli occupanti stanno sistemando e ripulendo il posto per il ripristino immediato delle attività di aggregazione popolare che il Centro Popolare svolgeva e offriva alla città sino al 30 ottobre 2009 giorno in cui Sovrintendeza ai beni culturali, Magistratura, Questura e Assessore Regionale ai beni culturali hanno chiuso e sgomberato i locali di via plebiscito 782, sequestrando l’edificio.

Questo sequestro preventivo ha come unico obiettivo immediato quello di cancellare e reprimere esperienze di lotta come la nostra che comunque (senza aiuti economici e/o partiti politici) in questi 17 anni ha saputo proporre un modello culturale di aggregazione giovanile prima e popolare dopo, che nulla ha da spartire con chi amministra questa città da quasi 15 anni che ha impoverito culturalmente e economicamente.

Questo ceto politico, questa amministrazione comunale, che dal giorno dello sgombero è in silenzio disertando tutti gli incontri avuti dal Centro Popolare Experia in sedi istituzionali, non ha un proposta politica per la città sia sull’aggregazione nei quartieri sia soprattutto su i progetti di riqualificazione dei quartieri popolari di Catania.

Tutto è al degrado. La situzione economica della città, le casse del Comune, intere zone della città.
Ridiamo alla città una speranza di qualità di vita migliore da quella offerta da questa giunta comunale, ridiamo la speranza attraverso una pratica di lotta e solidarietà.

Invitiamo tutti a sostenere questa occupazione:
OGGI 6 GENNAIO 2010
H. 18.00 Assemblea publica

8 GENNAIO 2010
Cena popolare

9 GENNAIO 2010
Conferenza Stampa H. 11.30

Centro Popolare Experia
www.senzapadroni.org

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A Vincenzo Leone, guerriero partigiano!

definitivo

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Ciao Vincenzo!

Vincenzo Leone ci ha lasciato. Dopo oltre un mese di ricovero ospedaliero e qualche illusorio miglioramento. Una notizia che fa male.
Vincenzo è stato scugnizzo e partigiano nelle quattro giornate di Napoli. Poi militante e poeta. Scelte costruite tra le necessità della vita, come tutte le cose vere. Era con Erri de Luca e Sergio Piro nell’associazione amici di Officina99. Con l’editore Guida aveva pubblicato due raccolte in versi: “Mai un sorriso” e “Gioco D’amore”, la prima anche un’autobiografia. Poesie vendute in strada, perchè era e si sentiva un uomo di strada.
Viveva in un basso a poche centinaia di metri da quella contrada Pagliarone carica di ricordi per lui e per la città. Sulle pareti di casa una specie di diario sentimentale. Vincenzo ha vissuto con semplicità, intensamente e fino in fondo. Senza concedere nulla al cinismo e alla rassegnazione. Pochi giorni prima di essere ricoverato in ospedale era a Materdei a intervenire alle proteste contro l’insediamento di un gruppo neofascista nel quartiere (la foto allegata è stata scattata in quella occasione) e subito dopo all’Università per un’iniziativa con Silvia Baraldini e Haidi Giuliani. Lo ricordiamo per le strade di quel Vomero di cui conosceva le storie migliori, nelle manifestazioni in piazza e nelle serate ai centri sociali. E’ morto giovane Vincenzo e così lo ricorderemo! Ciao Vincè!

Gli Antifascisti Napoletani

pubblichiamo di seguito il video dei compagni di medaglie d’oro…

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Le vili aggressioni non ci fermeranno!

Nella serata di ieri si è consumata un’altra aggressione ai danni di un ragazzo (G. D.). Anche qui “sospettato” dagli aggressori per il suo look e, dalle frasi riferite, per aver partecipato alle manifestazioni pubbliche antifasciste. Due neo-fascisti in motorino si sono avvicinati nei pressi della pizzeria Marchese a Materdei e prima uno e poi l’altro l’hanno aggredito violentemente. Per fortuna è riuscito a tenere testa agli aggressori finchè sono intervenute le persone della pizzeria. Ma ha rimediato comunque un colpo ad un occhio!
Ancora un aggressione notturna e vigliacca di chi non ha il consenso e i numeri per fare iniziative pubbliche, ma cerca di tenere in ostaggio un quartiere con le proprie modalità. Tutto questo non è accettabile!
Mentre ci è giunta notizia che anche un ragazzo dello Sri Lanka, che lavora in un’altra pizzeria, sarebbe stato malmenato durante il volantinaggio dei neofascisti di una settimana fà…
Tutto questo non può in nessun modo fermarci. Continueremo a denunciare queste presenze nel quartiere, mentre il comitato degli abitanti nel fine settimana terrà nuove iniziative pubbliche per l’apertura di un asilo pubblico nell’ex-convento e per la restituzione della scuola Skipa ai progetti sociali che vi erano stati avviati prima dello sgombero.

Contro ogni razzismo, contro ogni neo-fascismo. Oggi più che mai!

Rete napoletana contro il neofascismo, il razzismo e il sessismo

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1/12/2009, LA LOTTA PAGA! Ciao Ciao Casapound!

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Riqualifichiamo la periferia

Alle volte crediamo sia importante dare notizia sui progetti di riqualificazione delle periferie troppo spesso abbandonate…questi lavori di restauro meritano la nostra attenzione e ci auguriamo si continui a lavorare per sottrarre all’abbandono di intere zone di Napoli.


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Atene: comunicato dal politecnico occupato

ATENE: COMUNICATO DAL POLITECNICO OCCUPATO, 05/12/2009 23H30

Un anno dopo l’assassinio di stato di Alexandros Grigoropoulos l’esercito di regime cerca di occupare la citta`. Gli assassini armati hanno prima invaso lo squat autogestito Resalto e poi il municipio del Pireo, che era occupato da compagni in protesta contro l’irruzione degli sbirri nello squat.

Questa sera la sbirraglia ha messo in stato d’assedio gli spazi di lotta politica e sociale e accerchiato il quartiere di Exarchia e il politecnico, mettendo parecchia gente in stato di fermo o di arresto. I media, porta parola di regime, riproducono il clima di terrore creato dalla propaganda di stato.

Un anno dopo la rivolta sociale di dicembre, il sistema dell’oppressione e dello sfruttamento vuole riguadagnare terreno cercando di instaurare uno stato d’urgenza per addomesticare la rabbia popolare e calare sulla societa` un silenzio di morte.

Sapendo che la citta` e` sotto assedio, noi occupiamo il policlinico e invitiamo tutti quelli che resistono a continuare la lotta con ogni mezzo.

Siamo determinati a mantenere questo spazio occupato e dichiaramo la nostra solidarieta` con tutti quelli che subiscono la repressione di stato.

ESIGIAMO LA LIBERAZIONE IMMEDIATA DI TUTTI I COMPAGNI FERMATI E ARRESTATI.
SCENDIAMO TUTTI IN STRADA DOMANI 6/12/2009 A PROPYLEA 13H30.

NON SI DIMENTICA.

NON SI PERDONA.

TUTTO CONTINUA !

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Siamo tutti colpevoli di eccesso di militanza!

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Gli avvenimenti che ormai quotidianamente colpiscono compagni in tutta Europa, rendono evidente come in questa fase di crisi la strategia repressiva sia di tipo generalizzato. Proprio per questo pensiamo la nostra risposta debba essere allargata il più possibile e che sia necessario utilizzare tutti gli strumenti a nostra disposizione; se non è nostra prassi scrivere comunicati di solidarietà, ci sono fasi come queste in cui pensiamo possa essere un valore aggiunto.
Se nei nostri volantini, nei nostri striscioni e nelle lotte di tutti i giorni mostriamo la gravità delle strategie repressive, ora occorre affiancare alla solidarietà militante di tutti i giorni dei messaggi che mirino al superamento della divisione “buoni e cattivi”, colpevole dell’isolamento politico di strutture e compagni che oltre a subire la violenza della macchina repressiva si vedono schiacciare dall’abbandono politico del movimento.
Gli episodi di Milano, Pistoia, Verona e Firenze palesano il carattere complessivo delle strategie repressive, parole come quelle di Walter Galbusera della UIL (“eccesso di militanza, pratiche da br” etc.) confermano le nostri tesi, presentandoci la pesantezza di questa fase.
Crediamo che sia necessario sviluppare una campagna di carattere nazionale che parta dall’antifascismo, arrivando alla repressione; vorremmo utilizzare la costruzione del corteo del 12 dicembre per cercare di sviluppare un ragionamento di questo tipo.

SOLIDARIETA’ MILITANTE AGLI ANTIFASCISTI E AI COMPAGNI SOTTO ATTACCO

LE NOSTRE LOTTE NON SI ARRESTANO

SIAMO TUTTI COLPEVOLI DI ECCESSO DI MILITANZA

Studenti Federico II Napoli

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Corteo 12 dicembre

manifesto piazza fontana light

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Non dimentichiamo, non perdoniamo

lollo vi odia

In questi giorni di menzogne e di trame, di aggressioni e denunce, di manganelli e comunicati abbiamo imparato un sacco di cose.
Centinaia di poliziotti in assetto antisommossa si sono illusi di sgomberare le strade dai sogni. I nostri percorsi e le nostre lotte svilite fino al paragone con l’ignominia della storia. Proprio noi che con l’acciaio ci sforziamo in ogni istante di cucire quel filo di uomini e donne che per dignità s’unirono.
Adesso siamo fuori e la Schipa non è più occupata. Un mese di condivisione, sperimentazione e aggregazione ci ha insegnato più di qualunque biblioteca. Vogliamo che questo voi lo sappiate.
Ad ogni agguato abbiamo sentito la rabbia crescere e i nervi tendersi.
Abbiamo vissuto la gioia di essere noi stessi senza doverci arrovellare nei sofisticati calcoli di chi è abituato ai più abili tra i prestigi. Abbiamo assaporato la pratica della libertà.
Nomi, volti, cariche, poltrone, infami, mafiosi, arrivisti, pennivendoli, funzionari, parolai. Tutti. Fronteggiando cani da guardia, abbiamo seguito i loro guinzagli fino alla mano del padrone.
In questi mesi abbiamo lavorato per guardarvi in faccia. Voi che agite e tramate sempre alle nostre spalle siete rimasti atterriti.
In ore che sembrano anni, impariamo un’altra lezione.
Oggi diamo vita ad una vendetta.
La vendetta di chi disarmato non ha lasciato un centimetro all’infamità.
La vendetta di chi non è andato a piangere dalla madrepoliziotta o nei corridoi della questura.
La vendetta di chi nelle istituzioni non crede e non ci dialoga.
La vendetta di chi la verità la può dire.
La vendetta di chi continua a girare a testa alta per i propri quartieri e per le proprie città.
Voi che non credete nell’intelligenza lo chiamerete eroismo, noi la chiamiamo Resistenza.
Noi la chiamiamo Vendetta.
Nomi, volti, cariche, poltrone, infami, mafiosi, arrivisti, pennivendoli, funzionari, parolai. Nessuno. Nessuno di voi potrà mai capire.
Questa è la vendetta per Lorenzo, si consuma ogni giorno, si vive ogni notte.

Studenti Federico II

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Sgomberata la Ex Schipa!

Questa mattina all’alba, con 9 blindati e la celere in assetto antisommossa, è stata sgomberata la Ex-Schipa occupata di via Salvator Rosa. 40 persone, tra attivisti e nuclei familiari che li vivevano, sono state sorprese nella notte e sono uscite dopo una trattativa di 30 minuti. Ciò malgrado sono state deportate in questura dove sono state denunciate per “invasione e occupazione di edificio”. In questo momento, mentre gli occupanti escono dalla questura dopo le identificazioni, attesi da un presidio di altri compagni, stanno murando l’ingresso della Skipa e con esso i nostri sogni, il nostro lavoro, la ludoteca che partiva martedi (qualcuno lo spiegherà ai bambini!), la sala cineforum dove già si erano fatte le proiezioni in questi giorni ecc.

Abbiamo saputo che contemporaneamente è stata sgomberata Casapound a Materdei. 4 i fascisti che sono stati fermati. Delle due l’una: o hanno concordato lo sgombero o l’esiguità delle presenze rivela chi con l’occupazione rispondeva a un bisogno sociale e chi invece ne faceva una speculazione politica di estrema destra. Gli Schifone, i Taglialatela, i Santoro, rappresentanti istituzionali di una destra che quando le fa comodo sostiene di fare abiura del fascismo, dovrebbero spiegarci se l’appoggio e il sostegno concreto e continuo a un’organizzazione che per statuto si propone di “innovare e rinverdire l’eredità del fascismo” è semplicemente nostalgia per il loro passato di “camerati” o altro…

Noi non accettiamo in nessun modo questa equiparazione tra chi fa parte di una tradizione di esperienze e di autogestione a scopo sociale (che comprende non solo i centri sociali, ma gli occupanti casa, i movimenti dei disoccupati, perfino esperienze religiose ecc) e un gruppo sparuto di persone che punta a insediarsi a Napoli in strutture pubbliche per riprodurre le pratiche neofasciste, xenofobe e razziste di cui si sono resi protagonisti in tutta Italia! Con modalità squadriste e agguati che già abbiamo imparato a conoscere… Oggi il comune di Napoli e le altre istituzioni citttadine hanno compiuto un grave errore di pavidità culturale e politica. Una responsabilità anche per il futuro. Crediamo che la città debba schierarsi su questo, perchè ne va del grado di civiltà stessa della vita sociale.

Non ci fermeremo! i nostri progetti nel quartiere Materdei e a Salvator Rosa andranno avanti. Il bisogno di casa e socialità represso alla ex-Schipa troverà presto nuovi luoghi di espressione… Venerdi saremo nella manifestazione contro la repressione e l’autoritarismo indetta da un ampio arco di forze anche in difesa degli spazi occupati e che simbolicamente partirà proprio da Materdei. Stiamo infine organizzando la mobilitazione per il 12 dicembre, anniversario della strage di piazza Fontana e data simbolo di denuncia delle trame stragiste portate avanti dal neofascismo e dai servizi segreti in Italia! Difendiamo il futuro: Nessuno spazio ai fascisti e ai razzisti nella nostra città.

Rete napoletana contro il neofascismo, il razzismo e il sessismo

norepressione

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Fuori i fascisti dai nostri quartieri!

Qui di sotto il volantino distribuito  al presidio del 28 novembre, a Materdei, il giorno in  cui Casa Pound inaugurava l’HMO al pubblico. Ma si è trattato anche del presidio del giorno dopo l’aggressione al nostro compagno Lollo, vigliaccamente aggredito insieme ad altri compagni, mentre tentavano di staccare i manifesti dell’inaugurazione. Su tutti i giornali si è parlato di guerriglia  urbana e scontro tra bande in merito ai fatti accaduti la notte dell’aggressione, quando un gruppo di compagni, durante l’attacchinaggio,  si è diretto sotto l’HMO. Da parte nostra continuiamo a sostenere che in nessun caso lasceremo che i fascisti restino impuniti.

Nessuna aggressione potrà fermare le nostre lotte, ma alimenta la nostra rabbia!!!

Nessuno spazio di agibilità ai fascisti!!!

Lollo vi odia!!!  Antifascisti Sempre!!!

VOLANTINO AGGRESSIONE

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