Berlusconi-sindaci, not in my name!
vesuvioinlotta.blogspot.com il fotoracconto dei cortei: http://www.facebook.com/album.php?aid=246292&l=5c2c24b469&id=526742119 (link pubblico anche per chi non ha account facebook) Comunicato “Berlusconi-Sindaci, not in my name” Non è stata di certo “una festa”, ma noi lo sapevamo bene! Ben quattro cortei con almeno diecimila persone (il più grande forse da Boscoreale, ma anche tantissima gente da Terzigno, da Boscotrecase e da Torre Annunziata) hanno riempito in successione e all’inverosimile la rotonda di via Panoramica per dire che vogliamo immediatamente anche la chiusura definitiva della discarica in Cava Sari e che pretendiamo subito la bonifica, perchè questo sversatoio ci avvelena da decenni e distrugge il parco nazionale del Vesuvio, prima con la gestione di prestanome della camorra e poi con la gestione di prestanome dello Stato… Le “analisi” sono una presa in giro perchè ne esistono a volontà a certificare il disastro già compiuto, a partire dall’inquinamento delle falde acquifere! Un risultato straordinario, dopo che media e sindaci avevano battuto la grancassa sul “successo” della “mediazione” fatta sulla nostra salute… E invece tantissima gente dei nostri territori è venuta per urlare che nessun sindaco può firmare un “accordo” a nome nostro, che siamo tutti consapevoli che i risultati ottenuti finora (la rinuncia alla cava Vitiello che però deve diventare formale) sono il frutto dell’ampissima protesta popolare e che proprio per questo la mobilitazione continua! Il “Bunga bunga antidiscarica” cantato dalle mamme vulcaniche (bunga bunga a me, bunga bunga a te, Berlusconi la discarica prentditela te ) per la chiusura della Sari, voleva proprio ricordare che se qualcuno cercava bagni di folla per far dimenticare gli scandali suoi ha nettamente sbagliato valutazione e che anzi ci dispiace che il premier non sia venuto, perchè avrebbe sentito il nostro vero “umore” dopo settimane di cariche e di militarizzazione del territorio. Ci sono stati decine di comitati, associazioni, gruppi, moviment oggi in piazza. Questa storia è stata davvero un risveglio della democrazia reale, delle lotte e della partecipazione e non permetteremo a nessuno di ipnotizzarci ancora: stiamo difendendo la salute e il futuro! Con noi a manifestare anche movimenti e comitati da altre parti della Campania: giovedì prossimo giornata regionale di iniziative diffuse contro questo piano rifiuti, perchè le alternative al ciclo megadiscariche-inceneritori esistono e sono necessarie, perchè dobbiamo fermare questa “tombola della devastazione” che oggi ha portato a nuove cariche e soprusi a Giugliano. Chiudere la Sari senza se e senza ma! Bonifica subito! movimento difesa del territorio area vesuviana
Comunicato iniziativa dei campetti.
Il giorno 27 Ottobre 2010, gli studenti di Monte Santangelo hanno reso finalmente utilizzabili i campetti delle aule T. Attraverso il torneo di calcetto, il pranzo e la musica abbiamo spezzato i ritmi imposti da questa università del segui-studia-fai l’esame e torna a casa. Purtroppo questo, nostro malgrado, è stato reso possibile solo per quella giornata.
Le nostre intenzioni, infatti,. erano quelle di rendere i campetti delle aule T un luogo dove rompere il ritmo quotidiano in modo permanente. Quindi avevamo deciso di lasciare le porte e di aggiustare il campetto in modo tale che chiunque potesse utilizzarlo in qualsiasi momento. Queste le nostre intenzioni. Ma evidentemente questo dava fastidio a qualcuno. Cosi’ ci si è venuti a dire che i fori fatti sul cemento (di 2 cm!!!) avrebbero provocato delle fantomatiche infiltrazioni nelle aule sottostanti. Guarda caso l’unico momento in cui l’università si preoccupa di infiltrazioni (presenti, come tutti sappiamo da tempo in tutta monte s’antangelo, dalle aule t alle aule a) è quando gli studenti tentano di riappropiarsi degli spazi che gli spettano e che l’università da tempo lascia abbandonati a loro stessi. L’università attraverso la securitas ci ha mandato a dire che le porte sarebbero state rimosse. Ancora una volta l’università è sorda difronte alle esigenze di tutti gli studenti!
Per questo, purtroppo, abbiamo deciso di rinviare la definitiva sistimazione delle porte e del campetto alla prossima iniziativa.
Nonostante le pressioni dell’università attraverso i copat abbiamo imparato che in qualsiasi momento e in modo assolutamente autorganizzato possiamo riprenderci ciò che quotidianamente ci viene sottratto!
Riprendiamoci i campetti, riprendiamoci l’università!
Quello che ci siamo presi è solo una piccola parte di ciò che ci avete rubato, quello che ci avete rubato non è che una piccoloa parte di ciò che riprenderemo
c4occupata.org
La solidarietà è un’arma. Usiamola!
Comunicazione sull’azione di protesta di oggi pomeriggio alla sede della Regione Campania a Rom
in solidarietà alla resistenza delle comunità di Terzigno, vesuviane e del napoletano
Oggi 29 ottobre 2010 alle ore 17 circa decine di attiviste ed attivisti della Roma indipendente hanno segnalato all’indignazione comune e alla protesta solidale la sede della Regione Campania nella capitale della Repubblica, in via Poli, traversa di via del Tritone.
Rifiuti sono stati scaricati nell’androne di una sede che rappresenta presso lo Stato centrale il governo e l’istituzione della Campania che si rendono responsabili dell’intossicazione di un territorio già ferito socialmente e delle sue popolazioni, in nome degli interessi speculativi delle camorre istituzionali e non che si arricchiscono sul ciclo degli inceneritori e delle discariche buone per tutti i veleni nazionali.
Fuochi d’artificio sono stati accessi fuori della sede della Regione Campana in via Poli, in omaggio alla resistenza di Terzigno, di Boscoreale e di tutte le comunità ribelli vesuviane e napoletane, e contro la repressione minacciata e perpetrata da un potere che, avendo paura di qualsiasi presa di coscienza e per prevenirla, non sa far altro che cercare di imporre paura a tutte e tutti.
L’iniziativa sulla sede romana della Regione Campania si è svolta in coincidenza e in cooperazione con quella di attiviste e attivisti napoletani contro la gestione Bertolaso, con l’azione di protesta davanti alla sede della Protezione Civile a Napoli.
Si tratta solo d’un primo esempio e d’una segnalazione, appunto, delle possibilità di legame solidale fra le resistenze al governo della crisi economica, sociale e ambientale, fra le comunità e i corpi che scelgono di muoversi al ritmo della condivisione di consapevolezza e di degna rabbia, in ogni territorio metropolitano, per affermare nell’indipendenza libere e salubri forme di vita contro il potere della paura, dei veleni e della morte.
Roma, 29 ottobre 2010
Roma Indipendente
solidale con le comunità resistenti
di Terzigno, del Vesuvio e di Napoli
Terzigno si rivolta a Bertolaso.
E’ e sarà sempre capodanno…Solo la lotta paga!
Terzigno in lotta
La protesta di Terzigno from AlternativeVisuali on Vimeo.
Terzigno – comunicato stampa e interviste
Le interviste audio realizzate il 24 da RadiodiMassa con le persone del presidio antidiscarica. Dopo la notizia delle proposte di Bertolaso, la diffidenza e la voglia di continuare a lottare per avere certezze..:
Intervista di Radiodimassa:
di seguito il comunicato dei compagni del Movimento difesa del territorio area Vesuviana.
Comunicato Stampa “La mobilitazione fa paura ma sentiamo sempre più forte la puzza di imbroglio!” Misteri della fede: Nell’incontro cui abbiamo presenziato ieri, Bertolaso e il Prefetto di Napoli ci dicevano che dovevamo accettare “l’inevitabile”… nel documento in sei punti di oggi ci dicono che i “tecnici verificheranno” la situazione della Cava Sari (in soli 3 giorni..) prima di riprendere eventuali sversamenti e che la cava Vitiello verrebbe “congelata” (con una definizione formale molto vaga)….. Questo passo indietro è sicuramente un risultato dell’enorme mobilitazione, sempre più larga, che in questi giorni ha coinvolto tutta la popolazione e ha reso ingestibili nell’immediato i loro piani di scempio del territorio, ma noi sentiamo fortissima la puzza di bruciato! Non c’è bisogno di “verifiche tecniche” per dichiarare che la discarica Sari è illegale e pericolosa e ha creato già enormi scempi al territorio ed è quasi offensivo che ci voglia una rivolta popolare per effettuare delle “verifiche tecniche” che sarebbero obbligatorie per legge. Quella discarica, anzi quel buco, va chiuso immediatamente e va avviata un’indispensabile e complessa opera di bonifica per tutelare le popolazioni. E la cava Vitiello sarà al sicuro solo quando sarà ufficialmente tolta da una legge che per altro sarebbe integralmente da abolire. Finchè queste due condizioni non saranno verificate noi riteniamo che la mobilitazione deve rimanere alta ed è questa la posizione che porteremo al confronto con gli altri cittadini dei nostri territori, perchè è forte il rischio di un imbroglio finalizzato solo a prendere tempo, in quanto non c’è nessun cambio di rotta rispetto a un piano rifiuti disastroso! Tanto che in questi cinque giorni si sverserà in condizioni altrettanto indecenti nel Cdr di Tufino e nella stessa discarica di Chiaiano! Ed è sulle reali alternative, su un piano di raccolta differenziata vera, sul riciclo e sul trattamento meccanico biologico “a freddo”, che devono mobilitarsi tutte le popolazioni campane, sapendo che non è più solo una questione fondamentale di salute e di ambiente ma anche di democrazia. E anche i sindaci, che come i comitati sono chiamati a dare una risposta al documento della prefettura, cerchino di non tradire ancora una volta le aspettative della popolazione. Movimento difesa del territorio area Vesuviana
per maggiori info: radiodimassa.tk
I diritti non si arrestano, arrestiamo la riforma!
Nel 2008 centinaia di migliaia di studenti hanno manifestato contro la Riforma Gelmini ed il generale smantellamento di scuola, università e ricerca. Ora, a due anni di distanza, le conseguenze della riforma si fanno duramente sentire: tagli ai fondi, classi di 40 alunni, strutture fatiscenti, precari costretti ad inseguire di mese in mese il rinnovo del contratto, mancanza di borse di studio e diritti riconosciuti agli studenti… È per questo che in tutta Italia torniamo in piazza a dire a gran voce che questa riforma si può e si deve bloccare!
Ma il problema non è certo solo la distruzione del sistema formativo. Come sempre accade, in tempi di crisi, l’attacco ai diritti viene generalizzato: da un lato si taglia su ogni settore pubblico (sanità, trasporti, servizi sociali, etc.), dall’altro si colpisce il mondo del lavoro con licenziamenti, cassa integrazione, ipersfruttamento, precarizzazione. E su chiunque provi a ribellarsi a questo stato di cose si abbatte la repressione, proprio come sul nostro compagno Tonino rinchiuso in carcere da quasi tre mesi a causa della sua militanza antifascista. L’ultimo episodio risale al 15 ottobre, quando un corteo di studenti, lavoratori e disoccupati è stato brutalmente caricato, alcuni studenti pestati a sangue e un precario della ricerca addirittura arrestato e processato per direttissima. Che l’arresto fosse del tutto arbitrario è dimostrato dal fatto che le misure di custodia siano state immediatamente ritirate e la flagranza di reato addirittura contestata dal giudice.
Nonostante queste ed altre intimidazioni, noi non ci fermeremo, continueremo a fare di tante un’unica lotta, a generalizzare e rilanciare il conflitto sociale, senza delegare a nessuno la difesa e l’estensione dei nostri diritti, perché siamo determinati a riprenderci ciò che ci spetta. Facciamo come in Francia, costruiamo lo sciopero generale. Noi la crisi non la paghiamo!
Studenti medi e universitari napoletani
Red-Net; Collettivo Autorganizzato Universitario; Studenti Federico II; Coordinamento Secondo Policlinico; Aula R1 duomo; Studenti Autorganizzati; F.u.c.k.- Coll. studenteschi napoletani; Rete Dottorandi e Ricercatori (Na); Coll. Baruda; Iskra Napoli; Confederazione COBAS; Coordinamento Precari Scuola (Na); Aula Flex; Rete anticapitalista campana; Area antagonista; Red Link; Unità comunista; Movimento Difesa del Territorio Area Vesuviana; Collettivo Area Vesuviana; Movimento di lotta per il lavoro Banchi Nuovi; Centro Sociale “Carlo Giuliani”; Precari Bros Organizzati; C.S.O.A. Officina99; L.O. SKA; L.O. Insurgencia; C.S.O.A. Tempo Rosso (Ce); Rete dei Comunisti; Pcl Napoli; P.- C.A.R.C.; Sinistra Critica; Coll. Degeneri; Coll. Epimeteo; Radio Vostok; No Workers-Terra di Lavoro…
Vaffanculo al mattino, Libertà per Tonino!
Vaffanculo al Mattino, Libertà per Tonino!
Comunicato di Riprendiamoci le Strade
Il Mattino, visionari ciechi!
Sabato 9 ottobre, abbiamo levato munnezza che nessuno avrebbe mai raccolto; abbiamo aggiustato il tavolo da ping-pong, comprato e montato il canestro del campo di basket, saldato la rete del campetto. Non ci aspettiamo di certo che Il Mattino faccia articoli su di noi, o che ci sostenga ma è singolare cosa scrive di Medaglie d’Oro… “Napoli, violata la lapide di Silvia Ruotolo”. Questo è quello che Il Mattino scrive dopo la serata di pulizia e riparazioni. Puliremo anche i muri circostanti la lapide per Silvia, come abbiamo sempre fatto e come faremo. Non staremo ad aspettare che qualcuno intervenga.
Ci teniamo però a dire due parole su gli articoli del Mattino apparsi di recente. Se siamo riusciti a decifrare la contorta prosa di Treccagnoli o quelle approssimative degli articoli senza firma di domenica 10 e di lunedì 11, crediamo di dover avanzare alcune precisazioni.
Non ci soffermiamo sui giornalisti che hanno materialmente fatto gettare tutto quell’inchiostro e sprecare tutta quella carta, miserabili burattini che eseguono solo ordini di redazione. Il nostro obiettivo è quello di andare un po’ oltre. Per farlo, è ineludibile chiamare in causa il Signor Caltagirone, uno tra i cinque più importanti palazzinari d’Italia, nonché proprietario…indovinate di cosa? esatto de “Il Mattino”!
Questo meraviglioso quotidiano si era già distinto in una campagna martellante tesa a sostenere la privatizzazione della gestione dei beni archeologici dell’aerea flegrea, insistendo sul fallimento del servizio pubblico. Ovviamente l’idea era quella di mettere le mani su quei siti. Quella di gestire, di costruire di speculare. E così, anche adesso, gli sporchi interessi che muovono questi palazzinari fanno sì che la redazione sguinzagli i propri fedeli segugi alla ricerca di “vandali” di “scempi”, meglio ancora se è poi possibile attribuirne le responsabilità ai movimenti antagonisti. Certo appare curiosa la scelta di parlare della “violazione” della lapide di Silvia Ruotolo senza mettere neanche una foto della vergogna. La risposta è semplice, perché la lapide è pulita. Chi ha acquistato il “Mattino” in Piazza Medaglie d’Oro si è guardato attorno stupito. Evidentemente il servizio di pulizia è davvero efficiente! E’ davvero vergognoso che occorra scomodare la memoria di una vittima della camorra per riuscire a portare avanti i propri interessi. Se a questo si aggiunge il fatto che l’articolo sulla calata di Vandali in piazza Medaglie d’Oro arriva a poche ore dalla iniziativa di pulizia e riqualificazione autorganizzata da chi vive tutti i giorni la piazza, il cerchio si chiude.
Ma non è tutto, ancora frastornati dalle idiozie della domenica, veniamo a conoscenza che proprio stamattina il mattino si rende ancora protagonista di un articolo che definisce Largo Giusso un “covo di ubriaconi” e che ancora una volta chiama in causa una scritta in solidarietà al nostro fratello Tonino. Tralasciando i toni, che somigliano sempre più a veline dell’ovra sullo stato di allerta nel regime, ci teniamo a fare il punto su questa storia. Il primo maggio in seguito ad una rissa scoppiata a margine del corteo un fascista viene ferito; due mesi dopo la polizia arresto Tonino, nonostante le prove dimostrino con assoluta certezza la sua estraneità all’accaduto. Forse è superfluo dire quanto fango il Mattino si sia prodigato a gettare su di lui in quei giorni. Adesso, non contenti, ci tengono a far passare chi si sta impegnando nella campagna per la sua liberazione come un teppista, un vandalo. “Tonino sarà anche libero, ma sicuramente non in buona compagnia” scriveva con macabra ironia Treccagnoli nel succitato articolo. Ma, visto che abbiamo scoperto in lui un animo sensibile, gli chiediamo cosa ne pensa, invece, in merito alla Porto Imperia S.P.A. di cui Caltagirone possiede il 33% su cui sono saltate fuori infiltrazioni mafiose e della ‘ndranghta (le stesse che la DIA aveva riscontrato per le Olimpiadi invernali e la Tav). E questo solo per dirne una… Forse, nostro caro e ben prezzolato Treccagnoli, ognuno ha le compagnie che si merita e noi le tue abbiamo scelto di non frequentarle.
Anche se potremmo citare esempi all’infinito su questo splendido quotidiano, sappiamo che ci basterebbero 50 cartelle per elencarli tutti. Ricordiamo, pertanto, solo la campagna di sostegno fatta ai fascisti e razzisti Casapound lo scorso anno, oppure quella schiettamente diffamatoria nei confronti del movimento studentesco contro la Legge 133 di un paio di anni fa.
Ma adesso i nostri detective del territorio setacciano ogni strada della Campania per puro spirito di amore verso il territorio peccato che, come già in passato era accaduto, gli sia sfuggita (ma siamo certi che si tratti di un puro caso…) una scritta di 50 mt che solo a riportarla ci mette i brividi “10, 100 1000 Miccoli” firmata Nar. Nei pressi di Lucrino…proprio la zona a cui hanno dedicato tanta attenzione sostenendo la necessità del privato.
Perché siamo dalla parte di Silvia Ruotolo:
Quando la democrazia si sporca le mani di sangue immediatamente ci schieriamo dalla parte dei più deboli, degli sfruttati e degli emarginati. Allora quando la Camorra uccide accidentalmente Silvia, o quando la Camorra uccide intenzionalmente a Castel Volturno Kwame Antwi Julius Francis, Affun Yeboa Eric, Christopher Adams, El Hadji Ababa, Samuel Kwako, Jeemes Alex nella strage del 18 settembre 2008 noi sappiamo da che parte stare. Chiediamo invece ai prezzolati giornalisti del mattino quale impegno abbiano profuso per sostenere chi intendeva apporre una lapide per la memoria di queste persone?
Nella memoria di Peppino Impastato e dei suoi valori, andiamo avanti nonostante voi che sempre più ci nauseate perché siete solo lo specchio più fedele di un mondo putrido che noi odiamo.
Per un corteo nazionale contro la repressione
Per un corteo nazionale contro la repressione
L’arresto di Tonino, avvenuto a seguito degli scontri che si sono verificati durante il corteo del 1° maggio come conseguenza di una provocazione fascista, è emblematico del nuovo corso delle politiche securitarie attuate nella città di Napoli, essendo impegnato nelle varie lotte presenti sul territorio cittadino, che si oppongono alla supina accettazione delle regole che vogliono imporci. Insieme a lui continuano ad essere colpiti tutti coloro che si oppongono alla devastazione del territorio, alle politiche razziste, alla disoccupazione, al precariato. Decine di denunce rifuardano chiunque esprima dissenso, in linea con la “tolleranza zero” dichiarata da Bonfiglio, il capo della digos da poco insediatosi: il blitz al centro sociale Officina 99 in cui 6 compagni sono stati fermati, le manganellate ai manifestanti di Terzigno, centinaia di provvedimenti nei confronti dei disoccupati sono tutti ottimi esempi della nuova linea dura. Il controllo del territorio si impone dunque su una città che vive sulla propria pelle condizioni di vita sempre più dure che rischiano di creare una situazione esplosiva. La presenza dell’esercito, dei corpi di polizia municipale impegnati nella caccia al clandestino, l’incremento del numero di poliziotti e carabinieri, le migliaia di telecamere attive nella città sono funzionali al controllo del territorio, così come le organizzazioni neofasciste che come al solito vengono utilizzati a fini provocatori. Il tutto per tentare di contenere le espressioni delle innumerevoli contraddizioni di una città dove una grossa parte della popolazione vive grazie a lavori al margine della legalità o totalmente illegali, una città in cui le sue carceri scoppiano per il numero elevatissimo di arresti che vengono effettuati quotidianamente e a cui vanno aggiunte le migliaia di persone che subiscono misure restrittive quali arresti domiciliari, sorveglianza speciale o pene che si tramutano in sanzioni pecuniarie o amministrative.
Il chiaro intento è quello di normalizzare un territorio per adeguarlo agli standard europei. Di qui il cambiamento dell’assetto urbano dei quartieri popolari in cui non siano più presenti ambulanti ed extracomunitari per strada e mercati all’aperto nei posti più centrali.
Riteniamo inoltre che Napoli e la Campania siano territori di sperimentazione delle politiche securitarie, come già abbiamo avuto modo di constatare ad esempio nel caso della cosiddetta “emergenza rifiuti”, quando è stata affidata all’esercito la gestione dei siti indicati come discariche e all’inceneritore di Acerra, atto propedeutico all’utilizzo dei militari nel controllo delle strade e dei quartieri di molte città italiane.
Per questo riteniamo necessaria una grossa mobilitazione che coinvolga individui e realtà in lotta, sia a livello cittadino che a livello nazionale, e che dia una risposta forte a chi vorrebbe farci chinare la testa e trasformarci in sudditi passivi.
Coordinamento contro la repressione
prossimi appuntamenti
martedì 5 ottobre, alle ore 16 presso l’aula Lorusso in via Mezzocannone 16
Assemblea per l’organizzazione di un corteo nazionale
mercoledì 6 ottobre, alle ore 10,30, piazzale Cenni
Presidio in occasione dell’udienza per i fatti di Pianura




