Solidarietà ai compagni de L’Orientale, la repressione non ci fermerà

A seguito degli sgomberi degli spazi occupati Fanon e Zero(81) è stato occupato simbolicamente dagli studenti della Federico II il rettorato del loro ateneo in solidarietà ai compagni.

Di seguito il comunicato di solidarietà:

Oggi, 31 gennaio, è avvenuto lo sgombero dei due spazi occupati situati a piazza Banchi Nuovi. La rettrice dell’Università L’Orientale si è assunta la responsabilità politica di far entrare la celere all’interno del cortile di Palazzo Giusso (comunicante con l’ex mensa occupata) e far sgomberare lo spazio liberato dai compagni. Un avvenimento del genere non accadeva da 40 anni, e questo è un esempio emblematico del clima di repressione che si sta scatenando sulle realtà in lotta e sul livello di conflitto che la società sta vivendo in questi mesi. Subito dopo lo sgombero dello Spazio Occupato Zer081, anche il Fanon, spazio occupato all’interno della Chiesa di Piazza Banchi Nuovi, è stato vittima della macchina repressiva. Con un dispiegamento anomalo di forze dell’ordine, le istituzioni continuano a non dare spazio alla riapertura di luoghi abbandonati e in disuso in cui i compagni promuovono progetti politici. I continui sgomberi, le minacce, e i manganelli non ci fanno paura e non ci faranno indietreggiare mai!

CONTRO GLI SGOMBERI, OGNI OCCUPAZIONE SARA’ UNA BARRICATA!

SOLIDARIETA’ CON I COMPAGNI DE L’ORIENTALE!

APPUNTAMENTO ORE 15:00 A PALAZZO GIUSSO PER DARE UNA RISPOSTA ALL’ENNESIMO ATTACCO REPRESSIVO!!



Assemblea Nazionale a Padova…

Contro la repressione non un passo indietro!



Nessuno spazio ai fascisti!

Ieri il presidente del cosiglio provinciale Rispoli ha ospitato e indetto una conferenza con l’infame stragista Pino Rauti in una sala della provincia. Fin dalle prime ore del mattino un gruppo di antifascisti aveva occupato la sala in cui si sarebbe dovuta svolgere l’iniziativa. L’intervento delle forze dell’ordine è stato immediato e spropositato. Una volta cacciati dalla sala, gli antifasciti non sono tornati a casa ma hanno tenuto un presidio all’esterno fino alla sera, sempre circondati da un’impressionante numero di polizia e carabinieri in assetto antisommossa.

In un momemto come questo in cui il mondo intero è scosso dalla crisi, in cui la fiducia nelle istituzioni presso i giovani proletari è al minimo storico, si cerca di sdoganare e riabilitare torturari e stragisti, proponendoli come “alternativa”.

Noi sappiamo che la vera alternativa è quela che ha sfilato venerdì per le strade di Pomigliano per opporsi al sistema schiavistico chiamato “Piano Marchionne” o ieri per le strade di Quarto per difendere la propria terra dalla devastazione fatta in nome del profitto.

Ancora una volta ribadiamo il nostro disprezzo per questa società e per tutte le sue istituzioni.

L’antifascismo non lo deleghiamo.

Antifa



Sciopero!

 

Gli accesi avvenimenti che hanno caratterizzato gli ultimi mesi di lotta hanno dimostrato la continua ricerca da parte del movimento studentesco di creare una reale unità con tutte le parti sociali in lotta, come dimostrato dalla solidarietà già espressa dagli studenti nei confronti dei lavoratori del San Carlo, degli operatori sociali e delle popolazioni in lotta di Terzigno e Bosco Reale.

In questo contesto la giornata del 28 Gennaio si profila come un momento cruciale di lotta e contestazione in cui studenti e operai posso nuovamente esprimere insieme il loro disprezzo verso un padronato che specula sempre più sul lavoro degli operai così come sull’università.

Il ricatto rappresentato del piano Marchionne non è altro che un esempio di quelle politiche aziendali ed istituzionali che la classe dirigente mette costantemente in atto per far pagare i costi della crisi alle fasce sociali più deboli.

Noi come studenti universitari ci sentiamo coinvolti in questi processi di precarizzazione del lavoro, e lo dimostreremo scendendo in piazza a Pomigliano al fianco di tutti quegli operai che si sono assunti individualmente la responsabilità, contro le logiche concertative che i sindacati confededrali mettono in atto per la salvaguardia dei propri interessi, di dire NO all’accordo di Mirafiori così come quello di Pomigliano.

APPUNTAMENTO VENERDI’ 28 GENNAIO

ORE 5.OO CANCELLI STABILIMENTO FIAT POMIGLIANO

ORE 10.00 CONCENTRAMENTO VECCHIA CIRCUMVESUVIANA POMIGLIANO

STUDENTI FEDERICO II – COLLETTIVO SUN NAPOLI



Interrotto il senato accademico della federico II..La lotta non si ferma!

Ieri bloccato il senato accademico della federico secondo….oggi quello dell’orientale…

di seguito il documento letto durante l’interrruzione…

Il clima in cui è stata approvata la riforma Gelmini è l’ ennesima prova della frattura incolmabile che esiste fra i palazzi decisionali e la reale volontà delle studentesse e degli studenti e delle parti sociali che si sono mobilitate in questi mesi.

E’ sempre più evidente che le decisioni prese sulla nostra pelle rispecchiano esclusivamente gli interessi di profitto che stanno svendendo l’ istruzione pubblica mettendola in mano a privati e aziende.

La riforma Gelmini è stata approvata nonostante il reale dissenso e la lotta portata avanti con modalità nuove e radicali allo stesso tempo. Abbiamo dimostrato la possibilità concreta di continuare a resistere agli attacchi che scientemente i padroni tentano di infliggerci. Vogliono farci credere che il varo della riforma sia una sconfitta per noi, ma sappiamo bene che non è così.

Sfuggendo alla logica della rappresentanza e della delega della propria esistenza, continuiamo la mobilitazione per bloccare la svendita dell’ università pubblica.

La volontà di rilegarci all’ interno di un discorso “ideologico”, che tenta di delegittimare la lotta di chi si oppone a un sistema di sfruttamento sempre più opprimente e che va oltre la questione dell’istruzione, è stata pretestuosamente manifestata anche dalla CRUI attraverso le ultime dichiarazioni del presidente dell’organo, ma non basta più a contenere la rabbia e la volontà di cambiamento che i lavoratori e gli studenti hanno espresso fino ad oggi: la CRUI è l’organo che istituzionalmente rappresenta quella parte dell’università che ha premuto per l’approvazione in tempi più brevi possibili della riforma e quindi è una nostra controparte; ma l’autorganizzazione degli studenti e le lotte che abbiamo portato avanti nelle forme più diverse le hanno già tolto legittimità. I rappresentanti degli studenti che siedono al fianco dei baroni e dei rettori nelle sedute dei consigli d’amministrazione, come molti studenti da anni ormai sottolineano non sono rappresentativi delle istanze del movimento studentesco e la loro volontà di continuare nel loro lavoro di sudditanza alle istituzione ed alle scelte politiche e economiche dei partiti, ci spinge ancora una volta a condannarli ed a considerarli pienamente corresponsabili dello stato di cosa attuale.

Quindi ribadiamo la nostra volontà di continuare nel percorso di mobilitazione e di bloccare l’applicazione materiale della riforma nei vari atenei, interrompendo le sedute dei CdA e dei senati accademici, con l’obiettivo di impedire la formazione della commissione che avrà il compito di riformulare gli statuti degli atenei in base alle direttive della legge.

Pretendiamo:

- che non si formi la commissione atta a riformulare gli statuti degli atenei in base alle direttive della legge;

Denunciamo:

- la corresponsabilità della crui nel processo di smantellamento dell’università pubblica e il mancato gesto di responsabilità dei rettori di uscire dalla crui

- il mancato gesto di responsabilità di tutti i membri degli organi accademici (in primis dei “rappresentanti” degli studenti) di dimettersi dalle loro cariche.

Movimento Studentesco Napoletano

Oggi 24 Gennaio era prevista la seduta del Senato Accademico dell’Ateneo Federico II, atta a muovere i primi passi verso l’applicazione effettiva della “legge Gelmini” nei singoli Atenei.

Il movimento studentesco, come annunciato, ha impedito lo svolgimento della seduta, cercando sin da subito di intaccare i vari passaggi dell’applicazione, dimostrando con la nostra presenza che il varo della Riforma non è per noi una sconfitta, bensì un ulteriore motivo per proseguire la lotta

Durante l’interruzione della seduta si è svolta la lettura di un documento che riportava le nostre posizioni sulla riforma e sottolineava l’interesse da parte degli organi accademici a sostenere l’attuazione definitiva della legge; a dimostrazione di ciò, si è avuta come risposta da parte del rettore e dell’intero senato la volontà di proseguire la seduta, minacciando provvedimenti “legali”.

Non saranno di certo le minacce degli organi istituzionali a fermarci, ma proseguiremo già da domani con l’appuntamento per l’interruzione del Senato Accademico dell’Orientale.

Non permetteremo che questa riforma venga attuata nei Nostri atenei!

La riforma è passata…

Possiamo impedire che venga applicata!

Movimento Studentesco Napoletano



Cinema Astra. La No Tav Val di Susa incontra i territori in conflitto.



Presidio e corteo di solidrieta’al popolo Algerino e Tunisino.

Foto di oggi: clicca qui



E a Roma…

 Intanto, a Roma, i nostri compagni e  fratelli di Roma del  collettivo Militant facevano la stessa cosa presso la sede  la sede romana della FIM e della UILM di Via Ruggero Bonghi 38.

Riportiamo il comunicato e vi invitiamo ad andare su Militant-blog.org per vedere le foto e ulteriori approfondimenti…

Questa mattina siamo andati a colorare di giallo, il colore del collaborazionismo sindacale, la sede romana della FIM e della UILM di Via Ruggero Bonghi 38. Non ci andava di aspettare quindi abbiamo anticipato il Carnevale festeggiando a casa di Colombina-Fim e Arlecchino-Uilm, le due maschere dei servi più noti. A Pantalone ci penseremo più avanti.Eccoci di nuovo, lavoratori, studenti, precari, disoccupati e cassintegrati, come un mese fa alla presentazione del libro di Bonanni a contestare l’accordo della paura e del ricatto che lorsignori vorrebbero far passare a Mirafiori. Portando coriandoli e stelle filanti, abbiamo voluto omaggiare i prodi vassalli del padrone come più si meritano, con stoffe gialle per ricordare loro quale colore si addice ad un sindacato servile e con tante dimostrazioni di affetto per il lavoro che fanno al servizio di Marchionne/Pantalone.I precari che subiscono le marachelle dei Sindacati-Farsa sono venuti a smascherare chi non ha più niente a che fare con la difesa dei diritti di chi lavora, preferendo invece nascondersi dietro le ricompense dei denari che Pantalone accumulerà sulle nostre ossa e sul nostro sudore.

Chissà come festeggeranno quegli operai che non potranno piu’ rivolgersi alle organizzazioni sindacali che preferiscono, ma solo a quelle scelte da Pantalone!!?

Chissà come festeggeranno quelle famiglie che, per spaccarsi la schiena in fabbrica, guadagneranno meno per il bene delle “azioni che devono risalire”!!?.

Chissà come festeggeranno i lavoratori che subiranno infortuni per l’ulteriore aumento dei ritmi lavorativi!!?

Sappiamo come festeggeremo noi, ogni volta che avremo perso il posto di lavoro, una casa o ci sarà negato il diritto all’istruzione: puntuali come la crisi, torneremo a smascherare i  colpevoli e i complici di questo sfruttamento!
Al fianco degli Operai della Fiat, così come gli studenti, per difendere il Contratto Collettivo Nazionale; non staremo a guardare mentre trasformerete i nostri diritti nelle macerie sulle quali costruire un nuovo Patto (anti) Sociale!
Sosteniamo il NO al Referendum della Fiat, perché oggi questo è la vera “zona rossa” che non deve essere violata; lo sosteniamo per rilanciare già da oggi lo Sciopero Generale contro le politiche antipopolari di Governo e Confindustria, ma anche per rilanciare un’opposizione reale che rinasca dalle scuole, dalle università, dai posti di lavoro e non si presenti in abiti carnevaleschi come fanno i  partiti che urlano contro gli scranni più alti del Parlamento solo per candidarsi ad essere i più affidabili servi di Marchionne.

A Colombina e Arlecchino diciamo di svestire la maschera di OO.SS. e indossare tutto l’anno quella più consona di Carnevale! A far ridere siete davvero i migliori nel paese!

CONTRO IL NUOVO PATTO SOCIALE, VOTIAMO NO AL REFERENDUM DI MIRAFIORI.
PER UNO SCIOPERO GENERALE UNITARIO, SOSTENIAMO GLI OPERAI FIAT.

Lavoratori, Studenti e Precari



Impariamo a dire no! Azione contro la Uil.

Oggi 12 gennaio abbiamo dato vita ad un’azione di solidarietà agli operai della Fiat, sfruttati e ricattati da Marchionne con la complicità dei sindacati. Abbiamo simbolicamente gettato della vernice gialla all’interno della sede della Uil per sottolinearne il carattere collaborazionista, tipico dei sindacati gialli filopadronali. Abbiamo deciso di dar luogo a questa iniziativa perché riteniamo che Marchionne rappresenti un modello di società basato sullo sfruttamento e sullo strapotere di una classe sull’altra, in cui i margini dialettici sono azzerati. Non possiamo dimenticare quanto avvenuto a Pomigliano: ricatti, licenziamenti politici, reparti confino, cariche della polizia, fino ad arrivare al referndum-farsa. Tutto questo deve esserci da insegnamento affinché si riesca politicamente a rigettare nelle piazze, nelle fabbriche, nelle università e nelle strade il modello-Marchionne, indipendentemente dall’esito del referendum-ricatto.
Si gioca, in sintesi, una partita che interessa l’intera classe e che non riguarda i soli operai Fiat, una lotta in cui è impossibile celare il ruolo criminale di Bonanni, Angeletti e Camusso. E’ dunque compito di tutti prendere parte a questa lotta e generalizzarla.

Combattiamo i sindacati gialli!
No all’accordo Marchionne!
Solo Uniti si Vince!

Studenti Federico II



Presidio sotto il Consolato Tunisino

Mercoledì 12 gennaio ore 16.30, Centro Direzionale Isola F10, presidio di solidarietà sotto il consolato tunisino.

AL FIANCO DEL POPOLO TUNISINO ED ALGERINO
CONTRO L’IMPERIALISMO
In questi giorni il popolo tunisino si sta ribellando ad un regime che dal
1987 affama ed opprime. In Tunisia, come anche in Algeria, ci si ribella contro
l’aumento dei prezzi degli alimentari, la mancanza di case e la disoccupazione;
una povertà che è il frutto dell’espropriazione e dello sfruttamento dell’
imperialismo e delle borghesie asservite di quei paesi. Non a caso UE ed Usa
sostengono questi regimi spacciandoli per “stati democratici”. Il tasso di
disoccupazione è ormai alle stelle e la repressione è la sola risposta del
governo a chi rivendica una vita degna di essere vissuta.
Il 17 dicembre un ragazzo di 26 anni, laureato e disoccupato, si è visto
sequestrare il proprio banchetto di frutta, con il quale cercava di tirare
avanti. La disperazione e la miseria lo hanno spinto a cospargersi di benzina e
darsi fuoco. Da quel gesto disperato ha preso forma un movimento che in tutto
il paese sta mettendo in discussione il governo e che ha già visto la polizia
uccidere decine di giovani.
E’ necessario che anche qui in Italia prendano corpo iniziative di solidarietà
con il popolo tunisino.
E’ proprio il governo Craxi, attraverso i servizi segreti italiani, ad aver
tramato per portare al potere Ben Ali, l’attuale presidente, per sostenere gli
interessi dell’Eni nell’area del Maghreb.



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