Difendiamo le nostre strade, costruiamo i nostri sogni!
Il 28 Aprile, in serata, compaiono alcune scritte fasciste sui muri della facoltà di Lettere, luogo in cui studiamo e in cui passiamo le nostre giornate: svastiche, croci celtiche, minacce di vario tipo, tra cui la scritta “antifa vi buchiamo”. Alla luce di quello che succederà la mattinata seguente, valutiamo questa frase come un chiaro segnale circa la premeditazione e la provocazione dell’agire dei fascisti. In mattinata, ci ritroviamo all’ingresso della facoltà di Lettere per ripulire i muri alla luce del sole, come sempre, davanti a tutti: studenti, professori e passanti, perché la facoltà è nostra e non abbiamo bisogno di strisciare di notte per non farci vedere. Come sempre, ribadiamo a testa alta ed in ogni istante il nostro essere antifascisti, nei nostri quartieri, nelle nostre strade e nelle facoltà, ribadendo che mai permetteremo un passo avanti di qualsivoglia gruppo neofascista o neonazista, che si chiami CasaPound o Stupor Mundi. In mattinata un noto fascista di Torre del Greco, responsabile delle scritte della sera precedente, inizia una lunga serie di provocazioni che terminano con ripetute minacce, coltello alla mano, di far venire i suoi “amici” ad ammazzarci; senza nessun passo indietro, viene allontanato con determinazione. Mentre l’opera di pulizia prende avvio, viene notato un gruppo di tre ragazzi che passa in mezzo a noi, non ci basta il tempo di mettere a fuoco le loro facce e riconoscerli in quanto esponenti della nota Casapound, che questi tirano fuori i coltelli. Lo scontro è inevitabile. Senza paura delle lame, con decisione e forza, i fascisti vengono allontanati. Non gli sarà permesso, né ieri né mai, di diffondere odio e razzismo nella nostra città. I nostri compagni, con evidenti e gravi ferite da taglio, vengono portati in ospedale per essere medicati; saranno necessari diversi punti di sutura e per uno sarà programmato un intervento chirurgico alla mano, trapassata quasi da parte a parte, recidendo dei nervi. Solo la sua prontezza di riflessi ha evitato che la coltellata gli perforasse la gola. Era un colpo inferto per uccidere. Senza neanche dare il tempo ai compagni di ricevere le cure mediche che la DIGOS è già sopraggiunta all’ospedale per costringere i nostri compagni a presentarsi in Questura per essere sentiti sui fatti. Come sempre non denunceremo i nostri aggressori, ben consapevoli che invece pioveranno denunce su di noi. Fiducia nella giustizia non ne abbiamo mai avuta e non saranno delle coltellate a farci cambiare idea; la storia ci insegna che i fascisti sono funzionali alla conservazione di questo sistema di potere e come tali li combatteremo sempre, senza implorare l’intervento della polizia di uno stato in cui non crediamo. I compagni usciranno dalla Questura diverse ore dopo con un’indagine per rissa aggravata sulle spalle. La risposta che la città riesce a dare è rabbiosa e immediata: appena i compagni vengono rilasciati, parte un corteo per le strade del centro storico, reagendo così in maniera determinata all’aggressione della mattina, denunciando la responsabilità e la connivenza del pdl e di Lettieri con i neofascisti di Casapound,candidati nelle loro liste alle prossime elezioni. Uno su tutti Enrico Tarantino, candidato nella lista “liberi per lettieri”, protagonista dell’aggressione in seguito alla quale riporta una decina di punti in testa (lo stesso che qualche giorno fa sul suo profilo fb aveva espresso la propria stima per Hitler). Il corteo cercherà di raggiungere la sede del PdL in Piazza Dante per esprimere il proprio sdegno, ma diverse cariche della polizia con manganelli e lacrimogeni lo impedirà.
Se il nostro odio ricade sui candidati che permettono la candidatura di questi personaggi, ne conserviamo d’uguale misura per tutti gli esponenti del panorama politico che ora si affannano a pubblicare messaggi di solidarietà a Lettieri.
Non esiste, per quanto ci riguarda, esponente che ci possa rappresentare; l’antifascismo non lo deleghiamo ad alcun partito. Non appoggiamo nessun programma e nessun candidato concorrente alle prossime elezioni. Siamo certi che solo la lotta nelle strade, nelle piazze e nelle assemblee dal basso sia in grado di costruire una vera alternativa a questo sistema.
La nostra autonomia è la nostra forza, quello che abbiamo lo abbiamo conquistato con la lotta e con il sacrificio quotidiano. Tra queste, le aule occupate nelle università, luoghi in cui svolgiamo la nostra attività politica; consideriamo altresì pietoso l’opportunista comunicato di Casapound, in seguito ai fatti di ieri, in cui non si esita ad invocare l’intervento della polizia contro i luoghi di reale protagonismo studentesco. Consideriamo ancora più grave la possibilità e lo spazio che viene concesso a dei nazisti assassini dai giornali e dalle televisioni che, compiacenti, avallano la tesi di una guerra tra bande, finendo per mettere sullo stesso piano chi parla di superiorità della razza e chi di solidarietà e uguaglianza. E’ inutile ricordare gli eventi di Piazza Navona 2008, le centinaia di aggressioni ogni anno e gli incalcolabili agguati impuniti di cui Cp o l’estrema destra in generale, si sono resi protagonisti. A tal proposito, citiamo gli eventi di Roma di questa settimana e l’episodio di ieri qui a Napoli, già esplicativi di per sè. La responsabilità degli organi di stampa per le ripercussioni di questi eventi non passeranno, per quanto ci riguarda in secondo piano e non le sottovaluteremo in nessun modo.
In conclusione ringraziamo infinitamente tutti i ragazzi e i compagni che ci sono stati vicino.
Non un passo indietro
TONINO LIBERO
Studenti Federico II
Oltre le lame, oltre le menzogne!
Si è conclusa un’altra giornata di lotta e di antifascismo. Ancora una volta abbiamo dimostrato l’intenzione di difendere palmo a palmo le nostre strade e i nostri sogni.Questo è il messaggio che crediamo di aver dato: venite pure armati di coltelli, noi non scappiamo, noi non indietreggiamo.La rabbia che oggi si è riversata per la strada è la stessa con cui abbiamo affrontato gli infami in camicia nera e le loro coperture istituzionali. Portiamo sulla nostra pelle i segni che le lame dei vigliacchi ci hanno lasciato addosso, ma abbiamo ancora negli occhi la solidarietà di una marea di studenti, ragazzi, compagni che ha deciso di partecipare al corteo del pomeriggio e di opporsi all’infamia fascista.
Ringraziamo tutte e tutti, anche chi ha fatto centinaia di Km per esserci vicino.
Leggiamo, inoltre, che la stampa si è affrettata a dar spazio ai comunicati dei fascisti accoltellatori e a far passare come una rissa una vile aggressione; questo non ci sorprende, non è la prima volta e non sarà l’ultima. La questura ha denunciato i nostri fratelli feriti per “rissa aggravata”(!) e la stampa ha gettato fango. A chi non è prezzolato, a chi è interessato a conoscere la verità dettagliatamente, rimandiamo al nostro comunicato di domani attualmente in elaborazione.Oggi come ieri ribellarsi è giusto.
Contro il fascismo non un passo indietro, per sempre antifa.
Aggresione fascista fuori facoltà di Lettere
Vicini ai compagni feriti dalle infami lame fasciste.
Informazioni e comunicati su Indymedia Napoli
UN UNICO NO! IO IL BIGLIETTO NON LO PAGO!!
SCIOPERO BIANCO CONTRO IL RINCARO DEI BIGLIETTI!!
Ieri 4 aprile 2011 in vari punti della città studenti e lavoratori dei trasporti hanno dato vita allo sciopero bianco, agendo in mattinata nell’area collinare, nella zona di quarto e nei quartieri di fuorigrotta e bagnoli. Da mezzogiorno alle due la protesta si è spostata all’esterno e all’interno della cumana di Montesanto, nonostante i ripetuti tentativi di guardie giurati e polizia di cacciare gli studenti e i lavoratori. Grazie a una massiccia opera di controinformazione, c’è stata una massiccia adesione delle persone allo sciopero, che come noi sentono la rabbia e la frustrazione per quest’ennesimo attacco ai propri diritti.
A differenza dei vari partiti che opportunisticamente paiono prodigarsi rispetto a questa situazione approfittando di questi ultimi giorni di campagna elettorale, noi non abbiamo alcuna voglia di fermarci, ma siamo fermamente intenzionati a creare un percorso di lotta che unisca studenti, lavoratori (tra cui chiaramente gli stessi lavoratori SEPSA e ANM), precari e chiunque usufruisca di questo (dis)servizio.
NON PAGARE, LOTTA!!!
Stavolta non saremo noi a pagare!
In seguito alla Delibera Regionale n. 963 del 30.12.2010, dal 1°aprile il costo dei biglietti e degli abbonamenti aumenterà fino al 20% del prezzo attuale. In più è stata introdotta la nuova fascia U1 che comprende i seguenti comuni: Arzano, Casandrino, Casavatore, Casoria, Cercola, Marano, Melito, Mugnano , Portici, Pozzuoli, Quarto, San Giorgio a Cremano, S.Sebastiano, Volla, per i quali l’aumento effettivo è quasi del 50%: da 1.10€ a 1.60€!!!
Con le recenti ristrutturazioni: da quella della metro collinare passando per quelle della cumana di Montesanto arrivando all’ultima inaugurazione stazione di p.zza Bovio, per le quali si è speso fior fior di quattrini ci si aspettava un aumento della qualità del servizio e del numero delle corse. E invece:
-i treni restano gli stessi da 60 anni;
-le condizioni di sicurezza di treni e pullman sono del tutto inesistenti a discapito di lavoratori e utenti;
-gli orari delle corse si riducono e alcune tratte vengono drasticamente tagliate in quelle zone non considerate prioritarie (di fatto tutta la periferia), mentre aumentano le corse nei quartieri della “Napoli bene”.
-I lavoratori del settore costretti ad effettuare il servizio in condizioni di enorme difficoltà di esercizio in una condizione di assoluta assenza delle normative di sicurezza in merito al trasporto pubblico, gli aumenti dei carichi di lavoro e la mancanza di garanzia occupazionale riflettono chiaramente sulla
qualità del servizio offerto.
Noi abbiamo la necessità di avere un efficiente collegamento tra le periferie e la città, mezzi di trasporto che non siano carri bestiame, il che permetterebbe una reale riduzione dell’inquinamento (evitando quelle trovate tipo domeniche ecologiche).
Vogliono fare pagare a noi i loro debiti! I più colpiti sono sempre gli stessi: noi studenti, noi lavoratori in gran parte precari o a nero, tutti quelli che 10 euro di benzina e il garage per la macchina non se lo possono permettere ogni giorno, o non si possono proprio permettere la macchina.
Non basta la disoccupazione, i licenziamenti, la cassa integrazione, la distruzione dell’istruzione e sanità pubblica e dei servizi sociali, la gestione criminale dell’ ”emergenza” rifiuti ora anche i trasporti!
Stavolta non saremo noi a pagare!
4 APRILE SCIOPERO BIANCO, NON PAGARE IL BIGLIETTO
Studenti e lavoratori per il diritto alla mobilità




