resoconto dell’assemblea di bilancio e rilancio dopo la mobilitazione a L’Aquila del 18 giugno 2011
Pubblichiamo il resoconto dell’assemblea di bilancio e rilancio dopo la mobilitazione a
L’Aquila del 18 giugno 2011 che si è tenuta sabato 5 novembre 2011 a Padova
Premessa: Sabato 18 giugno 2011 si era tenuta una mobilitazione a L’Aquila, con presidio davanti al
carcere di Costarelle di Preturo (L’Aquila), in solidarietà ai compagni sotto processo e condannati, nella
stessa città, in seguito alla loro presenza al corteo del 2007contro il carcere e il 41 bis o.p..
Le parole d’ordine erano:
Contro il carcere, l’articolo 41 bis e la differenziazione!
In sostegno ai prigionieri rivoluzionari e alle lotte di tutti i detenuti!
In solidarietà a chi porta avanti pratiche di resistenza nel territorio!
Non facciamo passare in silenzio le 22 condanne emesse dal tribunale di L’Aquila
Trasformiamo il processo alle lotte in un processo di lotta:
Torniamo con più forza a L’Aquila!
Sabato 5 novembre, a Padova, si è tenuta l’assemblea di bilancio/rilancio dopo la mobilitazione di L’Aquila
del 18 giugno 2011. Vi hanno partecipato diverse realtà da tutta Italia, la maggior parte delle quali aveva
lavorato alla costruzione della mobilitazione e partecipato alla giornata di lotta dello scorso giugno. Ogni
realtà presente ha portato il proprio contributo con un intervento.
In ordine vi sono stati:
- intervento di apertura sul senso dell’assemblea di bilancio/rilancio, da parte di un’imputata di Padova
del processo di L’Aquila;
- intervento degli imputati del processo di L’Aquila del filone dei condannati per danneggiamento,
invasione di terreno e imbrattamento (Bologna);
- intervento degli imputati del processo di L’Aquila del filone dei condannati per l’apologia di reato
(Padova);
- intervento del Collettivo Universitario 808 di Padova;
- intervento del Cccpsri (Compagni e compagne per la costruzione del soccorso rosso in Italia);
- intervento dell’Associazione Parenti e Amici degli arrestati il 12/02/07;
- intervento del collettivo “Olga” di Milano;
- intervento del Centro di Documentazione “Filorosso” di Foggia;
- intervento del Collettivo Politico Studentesco di Foggia;
- intervento di “Antifaresistance” di Napoli e da parte degli studenti della Federico II di Napoli;
- intervento del Collettivo Politico “Gramigna” di Padova;
- intervento del Circolo “Pedro” di Trieste;
- intervento del Collettivo “Tazebao” – per la propaganda comunista;
- intervento di Radio Blackout di Torino;
- intervento di alcuni compagni del collettivo Operai e Studenti Autorganizzati di Bassano del Grappa
(Vicenza).
Erano anche presenti compagni da Crema, L’Aquila e Trento.
Quasi tutti gli interventi hanno relazionato sul bilancio relativo alla giornata di mobilitazione a L’Aquila,
trovando una concordanza nella valutazione complessivamente positiva, soprattutto in termini qualitativi,
rispetto ad obiettivi e contenuti chiari e di spessore, piuttosto che in termini quantitativi. Positiva è stata
anche la capacità di conquistarsi spazi di agibilità politica, nonostante i tentativi di boicottaggio da parte
della Questura, sia nel percorso del corteo la mattina, che nel presidio sotto al carcere il pomeriggio. Sono
stati espresse le riflessioni anche su alcuni limiti organizzativi (riscontrati soprattutto nella gestione della
piazza davanti al carcere), ma questi serviranno sicuramente a imparare e a migliorare per le prossime volte.
Si è, di fatto, elaborato un bilancio comune di quella mobilitazione, ma non tanto fine a se stesso o incentrato
solo sulla giornata del 18/06 e sul lungo e importante lavoro preparatorio fatto in molte situazioni locali ed
anche nella stessa città di L’Aquila, ma piuttosto, nell’ottica di capire come proseguire questo percorso
intrapreso, anche al di là del processo in corso presso il tribunale di L’Aquila. Di fatto, tutti gli
interventi sono stati costruttivi, ponendo diversi spunti di riflessione e presentando diverse proposte
concrete e specifiche sui cui ragionare.
In particolar modo il dibattito ha posto al centro la necessità di trovare una forma continuativa per
riuscire a coordinare tra di loro diverse realtà al fine di fare fronte comune contro la repressione, per
la solidarietà attorno ai processi e verso i compagni in carcere e per rilanciare il percorso di lotta
contro l’articolo 41 bis o.p. ritenendolo interno alla più generale lotta contro il carcere.
Lotta, questa, che deve trovare un’ulteriore sua generalizzazione, anche di fronte alla continua
criminalizzazione dello scontro di classe, di cui gli arresti dei disoccupati di Brindisi, gli operai della Tricom
trascinati a processo, gli sgomberi in tutte le città fortemente intimidatori, la militarizzazione del territorio
(dalle città alla Val Susa), le operazioni di polizia a danni dei compagni (Bologna, Firenze ecc.) ne sono una
manifestazione evidente.
Le proposte comuni emerse dall’assemblea per quanto riguarda i contenuti sono:
- il contenuto principale, che è stato condiviso dalle varie realtà, è quello di riprendere il percorso di
lotta contro l’articolo 41 bis o.p. e di denunciare la sua applicazione ad alcuni prigionieri politici
rivoluzionari (con metodi, forme e proposte da elaborare). Si è proposto di cominciare con un ciclo
di iniziative di controinformazione sul tema del 41 bis, invitando alcuni avvocati. Un’altra proposta è
stata quella di rilanciare una manifestazione sotto un carcere con sezioni a 41 bis. Si è sottolineata
l’importanza di collegare questo contenuto alla più generale attività anticarceraria che
quotidianamente le varie realtà portano avanti, compresa la lotta contro i Cie, di cui alcuni interventi
ne hanno sottolineato l’importanza;
- è emersa la necessità di provare a coordinare l’informazione e lo sviluppo della solidarietà attorno ai
vari processi che attualmente, sempre più numerosi, sono in corso, in modo da costruire una “rete di
solidarietà” che si consolidi, renda collettive e rafforzi le singole esperienze, che non faccia sentire
soli i compagni e riproponga una “cultura” e una pratica su come affrontare la repressione, i tribunali
e le galere;
- una proposta ricorrente che è uscita dal dibattito, in base alla riflessione sulla grande partecipazione
di giovani e studenti alle lotte che spesso vengono repressi, è quella di dotarsi di strumenti per
imparare come comportarsi e come difendersi di fronte a fermi, perquisizioni, denunce, arresti,
carcere, processi…. Come inizio è stato proposto di promuovere iniziative di informazione e dibattito
invitando anche avvocati per approfondire questo tema e di pensare alla possibilità di produrre
manuali per imparare a difendersi.
Sono state fatte alcune proposte di campagne/iniziative (alcune anche di carattere solo propagandistico)
contro le recenti dichiarazioni di inasprimento della macchina repressiva dello Stato (soprattutto dopo i fatti
di Roma del 15 ottobre), tra cui una contro il Daspo politico, “No al Daspo, si al casco!”, e una di denuncia
contro l’apparato poliziesco e gli strumenti usati (spesso proibiti dalla loro stessa legge e da quella
internazionale, come per i lacrimogeni CS) in caso di problemi di “ordine pubblico”. Motivazione
quest’ultima con cui spesso viene giustificata ogni azione da parte delle forze dell’ordine.
È stato proposto, inoltre, di tenerci aggiornati anche sull’evoluzione degli arresti e delle perquisizioni
avvenute durante e dopo la giornata del 15 ottobre a Roma, per capire come proseguirà la repressione messa
in campo e per cercare di creare una “rete di collegamento” tra le varie realtà colpite.
Radio Black Out darà il suo contributo come radio indipendente, cercando di fare informazione e trovare uno
spazio adeguato durante le trasmissioni, per far discutere di lotta contro la repressione, il carcere e per la
solidarietà.
È stata rilanciata la proposta di tornare con un presidio di solidarietà sotto al tribunale di L’Aquila in
occasione delle udienze di secondo grado del processo, invitando i compagni comunque a tenersi pronti per
costruire questa tappa, non appena si sappiano le date.
Sono state presentate tre iniziative in preparazione:
12/12/2011: presenza davanti al tribunale di Trento per il processo a 8 lavoratori con l’accusa di aver tirato
delle uova in occasione della sentenza, il 24 maggio scorso, che ha assolto tre padroni assassini della Tricom
Pm Galvanica di Tezze sul Brenta;
12/12/2011: tribunale di Bologna, udienza preliminare del processo ai compagni del “Fuoriluogo” (Bologna)
arrestati il 6 aprile 2011;
9/3/2012: iniziativa a Trieste in occasione dell’anniversario dell’assassinio del compagno “Pedro” (proposta
del Circolo “Pedro” di TS).
In generale la forma proposta per dare continuità al percorso è quella di Assemblea nazionale dei vari
comitati e realtà che partecipano al percorso, assemblea che si ritrova sia per sviluppare la discussione, ma
anche per promuovere iniziative. Le iniziative possono essere sia locali, che l’assemblea sostiene sia
nazionali (tipo quella di L’Aquila), che tutte le realtà costruiscono assieme. Nel procedere del lavoro ci si
potrà dotare delle forme organizzative necessarie come ad esempio si è fatto per l’iniziativa di L’Aquila in
cui si è costituito un “gruppo di lavoro”.
È stata messa tanta “carne al fuoco”. Questo è positivo perché darà modo alle realtà presenti di riflettere sulle
varie proposte emerse in modo da poterne trarre una sintesi comune per trasformarle in pratica. Per farlo al
meglio verrà fatta una raccolta degli interventi da far girare tra i partecipanti.
Orientativamente si è pensato di ritrovarsi tra fine gennaio e/o inizio febbraio 2012.
Infine è stato posto il problema di quale nome dare all’assemblea.
Padova, 5 novembre 2011
Le realtà presenti in assemblea.
26 novembre…Antifascista!
Alla fine oltre millecinquecento persone della Napoli antirazzista e antifascista si sono ritrovate in piazza Cavour sfidando il divieto della Questura che però aveva autorizzato l’Adunata nazionale di neofascisti a piazza Carlo III !!
Per noi era inaccettabile la simmetria tra chi propugna e pratica il razzismo e chi lo combatte, tra chi ha convocato naziskin da tutta Italia perchè fortunatamente non ha il radicamento a Napoli per fare un corteo e le realtà che invece solo il 17 ottobre scorso hanno mobilitato oltre quindicimila studenti e precari contro la crisi.
Così in tanti non si sono fatti intimidire dal clima che era stato creato, non solo gli studenti dell’Università e delle scuole superiori (che in settimana avevano affisso striscioni contro il neofascismo) ma anche il coordinamento dei precari scuola, il collettivo degli operatori sociali, una rappresentanza della comunità dello Sri Lanka che abita in massa nel rione Sanità, i precari Bros, una rappresentanze del prc, i centri sociali, i collettivi femministi, il comitato di Chiaiano.
Almeno 1500 persone hanno attraversato la giornata e tantissime sono rimaste fino a sera in presidio nella piazza dove il corteo dei neofascisti doveva terminare, per denunciare questa schifezza alla città e per impedire che la marcia si tenesse. Come è stato ottenuto.
Momenti di tensione ci sono stati quando è arrivata la notizia che il corteo da piazza Carlo III aveva cercato di partire e allora anche il Presidio si è mosso bloccato da un ingente schieramento di polizia. E’ esploso qualche petardo, ma poi la situazione si è tranquillizzata. Infine, quando è giunta notizia che l’Adunata dei camerati (con presenza anche di personaggi coinvolti nella stagione nera delle stragi come Massimo Abbatangelo e Mario Merlino) si era sciolta senza marciare, allora il presidio è diventato un breve corteo di comunicazione verso il Museo nazionale. Dove la mobilitazione si è sciolta.
I movimenti di questa città hanno ribadito ancora una volta che non lasceranno spazio a chi in tutto il paese promuove xenofobia, squadrismo e astio sociale verso i più deboli.
Nei prosssimi giorni continuerà la mobilitazione al fianco dei precari e dei migranti che in città hanno condizioni di vita sempre più difficili.
Rete napoletana contro il neofascismo, il razzismo e il sessismo— in Napoli.
SETTIMANA AUTORGANIZZATA DELLE AULE OCCUPATE
L’occupazione non è una chiusura, al contrario, una riapertura di spazi spesso inutilizzati, all’interno dei quali gli studenti in maniera del tutto autogestita e autorganizzata sviluppano momenti di discussione sul sistema formativo e non solo. L’occupazione non è il punto di arrivo mail punto di partenza per tutti quei percorsi di lotta che nascono dalle reali esigenze degli studen…ti.
Occupare vuol dire resistere!
L’occupazione di uno spazio sancisce una rottura e una presa di posizione netta e cosciente rispetto a quello che il sistema universitario ci impone. Questo chiaramente provoca una reazione di tutte quelle componenti che tutelano questo stato di cose: dai rappresentanti ai baroni di turno, passando per organizzazioni neo-fasciste come Casapound. L’unica risposta possibile è resistere continuando giornalmente a riempire di contenuti e di discussioni i nostri spazi occupati che sono di tutti quegli studenti che quotidianamente li vivono.
Tanti auguri a voi!!
Abbiamo pensato che, in occasione dei compleanni delle diverse aule, ogni aula potesse proporre un’iniziativa in cui inserire i percorsi che caratterizzano la quotidianità del lavoro politico degli studenti. Proiezioni, spettacoli teatrali, musica live, banchetti informativi, pranzi sociali : anche questo per noi vuol dire vivere uno spazio assieme a tutti gli studenti.
“Voi giovani, pieni di vigore e vitalità, siete nel fiore della vita, come il sole alle otto o alle nove del mattino. Le nostre speranze sono riposte in voi… IL mondo vi appartiene”.
per info, scrivere in bacheca
23/11 Spazio di Massa Occupato
Lettere e Filosofia, via Porta di Massa
contest artistico murales
pranzo sociale
spettacoli teatrali e giocoleria
proiezioni video ed infopoint
Musica Live
Live25/11 aulaA12occupata
Giurisprudenza, via marina
pranzo sociale
proiezione video “Ai Nostri Posti ci Ritroverai”
28/11 aulaC4occupata
Monte Sant’ Angelo
dalla mattina proiezioni video su crisi e spazi inutilizzati
pranzo sociale
musica live
29/11 CollettivoSUN
i luoghi di internamento come strumenti di repressione sociale: opg e carceri
2/12 aulaSergioPiro occupata
Secondo Policlinico
dimensione sociale della sofferenza psichica
26 novembre…I fascisti non passeranno!
Il 26 novembre a Napoli l’organizzazione neofascista casapound vorrebbe sfilare per le nostre strade! Noi, insieme a chi ogno giorno viene sfruttato, glielo impediremo ad ogni costo! Napoli è antifascista!
Assemblea pubblica con i lavoratori della SEPSA
Non fermerete la lotta…Potere a chi lavora
SOLIDARIETA’ AI LAVORATORI DELLA SEPSA
Oramai da qualche mese gli utenti abituali di Cumana, Circumvesuviana e Circumflegrea si sono accorti delle enormi difficoltà affrontate nel raggiungere quotidianamente le scuole, le facoltà o i posti di lavoro di appartenenza. Le batoste subite dai trasporti sono state enormi: prima l’aumento delle tariffe, poi la riduzione delle corse, fino ag…li ultimi fatti di cronaca come i ripetuti guasti ai treni come l’esplosione del diffusore nella grotta di Cappuccini. Tutto ciò ha evidenziato ancor di più l’inefficienza del servizio.
In seguito a questa drammatica situazione del trasporto pubblico locale, a partire dal 2 novembre i lavoratori della Sepsa hanno deciso di dire basta a tutto questo! Visto il continuo rischio a cui vengono sottoposti loro e l’utenza stessa, si sono rifiutati di far uscire i treni dai depositi, essendo l’80% dei mezzi non sicuri per la circolazione e il trasporto. Le condizioni estreme in cui sono costretti a lavorare i dipendenti sono tranquillamente spiegabili osservando lo stato dei mezzi utilizzati: treni vecchi di 40 anni, spesso rattoppati utilizzando pezzi di scarto e treni “da scasso”, a volte riparati con i soldi usciti dalle tasche dei lavoratori stessi pur di poterne permettere il funzionamento.
La situazione del trasporto pubblico locale è ancora più grave. Il taglio ai finanziamenti previsto dalla regione a partire dall’aprile scorso ha portato un deficit di bilancio enorme con la conseguenza che i lavoratori questo mese non hanno ricevuto lo stipendio, dopo che già da tempo l’arrivo della busta paga veniva continuamente rimandato creando situazioni non facili. I fondi, vengono continuamente sottratti alle opere necessarie per la cittadinanza!
Il messaggio che mandiamo, chiaro e forte, è diretto a tutti coloro che usufruiscono quotidianamente dei mezzi pubblici: l’interruzione del servizio è stata portata avanti tutelando le condizioni di tutte le parti coinvolte, in particolare l’utenza, costretta a viaggiare su vetture totalmente inadatte al trasporto di studenti, lavoratori e disoccupati, che ogni mattina si recano nei propri posti di lavoro già spossati dalle inefficienze del trasporto pubblico. Il nemico, quello vero, sono le demistificazioni dei media e l’indifferenza di amministratori, assessori, consiglieri, tutti interni al fronte speculativo che i servizi pubblici rappresentano da più da un decennio.
A TUTTO QUESTO DOBBIAMO RISPONDERE CON LA COMPATTEZZA DELLE NOSTRE RIVENDICAZIONI, CHIEDENDO UN TRASPORTO PUBBLICO GARANTITO, GRATUITO PER LE FASCE MENO ABIENTI, E CONDIZIONI DI LAVORO MIGLIORI PER TUTTI I LAVORATORI DIPENDENTI DEL SETTORE!
GIOVEDI’ 10 ORE 10
ASSEMBLEA PUBBLICA, CUMANA DI FUORIGROTTA
AL FIANCO DEI LAVORATORI DELLA SEPSA
UTENTI E LAVORATORI DEL TRASPORTO PUBBLICO LOCALE





