Quello che Piazza Navona ha insegnato agli studenti
E’ difficile dimenticare le immagini di qualche mese fa in cui un gruppo di neofascisti di Blocco studentesco cercava di infiltrarsi nel movimento studentesco aggredendo gli studenti medi. Abbiamo ancora negli occhi le immagini dell’aggressione da parte di questi neofascisti ad un corteo studentesco che contestava la 133.
Ma, se possibile, ci è ancora più difficile dimenticare le parole ufficiali del governo che, per bocca del sottosegretario all’interno Nitto Palma, attribuivano la responsabilità agli studenti del movimento.
Solo innanzi a centinaia di testimonianze e decine di video il governo ha dovuto riconoscere la realtà dei fatti e fare marcia indietro. Tra le tante, la testimonianza di Curzio Maltese è, forse, quella più significativa: “È quasi mezzogiorno, una ventina di caschi neri rimane isolata dagli altri, negli scontri. Per riunirsi ai camerati compie un’azione singolare, esce dal lato di piazza Navona, attraversa bastoni alla mano il cordone di polizia, indisturbato, e rientra in piazza da via Agonale. Decido di seguirli ma vengo fermato da un poliziotto. “Lei dove va?”. Realizzo di essere sprovvisto di spranga, quindi sospetto. Mentre controlla il tesserino da giornalista, osservo che sono appena passati in venti. La battuta del poliziotto è memorabile: “Non li abbiamo notati”. Dal gruppo dei funzionari parte un segnale. Un poliziotto fa a un altro: “Arrivano quei pezzi di merda di comunisti!”. L’altro risponde: “Allora si va in piazza a proteggere i nostri?”. “Sì, ma non subito”. Passa il vice questore: “Poche chiacchiere, giù le visiere!”.
Questi fatti accadevano a pochissimi giorni di distanza dalle parole di Cossiga che invitava il governo ad infiltrare il movimento per poi pestare brutalmente gli studenti. Ecco dunque che si ricorre ai fidati e servizievoli neofascisti. E’ evidente, dunque, il ruolo repressivo che essi assumono oggi come ieri. E’ chiaro il ruolo che i fascisti assumono come cani da guardia da sguinzagliare contro chiunque cerchi di criticare questo sistema.
Ma, in questo brevissimo resoconto, non possiamo tralasciare quanto accaduto nella nostra città. Ricordiamo che un gruppo di fascisti di Azione Universitaria e della Destra di Storace ha aggredito a calci e pugni alcuni studenti e studentesse che tenevano un’assemblea nella facoltà di giurisprudenza; qualche giorno dopo i servi in camicia nera tentarono di organizzare un’azione per sgomberare Lettere occupata, il nome dell’operazione era inequivocabile: “la marcia su Lettere”!; Senza dilungarci troppo, citiamo infine l’atteggiamento avuto dai neofascisti in occasione delle elezioni delle rappresentanze studentesche, momento in cui cercarono di ottenere qualche voto presentandosi ai seggi con caschi e spranghe.
Oggi, a distanza di poche settimane questa feccia vorrebbe sfilare per le strade della nostra città e lasciar fare a Storace un comizio pubblico. Ricordiamo che quel fascista di Storace, proprio in occasione dell’aggressione in Piazza Navona, ebbe il coraggio di chiedere le scuse della televisione contro le povere vittime fasciste. La nostra lotta contro questo sistema universitario non si è interrotta con le vacanze di natale e i nostri percorsi di critica e dissenso non si sono fermati. Oggi più di ieri ribadiamo dunque la necessità di sottrarre ai fascisti qualunque spazio di agibilità affinché possa essere rilanciato quel movimento studentesco che essi cercano invece di reprimere.
In questo clima di revisionismo assistiamo a tentativi di equiparazione tra fascisti ed antifascisti. Solo qualche giorno fa, infatti, il governo ha pensato bene di insignire della stessa onorificenza partigiani e fascisti torturatori, come se le ragioni per cui combattevano non avessero alcun valore. Gli assassini e gli uomini e le donne liberi che li hanno combattuti, vengono accomunati e considerati uguali. Non possiamo permettere che ciò accada, che la memoria si affievolisca fino a cancellarsi del tutto. Dobbiamo ricordare chi appartiene alla storia dell’umanità e chi a quella dell’ignominia. Vogliamo ribadire che non è possibile pretendere di dare ancora la libertà di esprimersi a chi rivendica leggi razziali, campi di sterminio, stupri, stragi di popolazioni inermi, camere a gas, torture, bombe e aggressioni.
Questo è il fascismo, oggi come allora. Morte, oppressione, sfruttamento. Non chiedeteci di rispettarlo. Non possiamo restare a casa nell’indifferenza, ma dobbiamo dimostrare come Napoli viva ancora quei valori antifascismo che le consentirono, con le quattro giornate, di esse la prima città a liberarsi dalla dittatura.
GIOVEDI’ 22 PRESIDIO DI CONTROINFORMAZIONE – PIAZZA CARITA’ ORE 16
SABATO 24 PRESIDIO ANTIFASCISTA
VIA PORTA DI MASSA ORE 14:30
STUDENTI E STUDENTESSE FEDERICO II

