Discriminiamo solo i padroni!
Milano: presidio antirazzista.
da comitato antirazzista (milano)..clicca sull’immaggine per vederla in formato originale..
Info dalla Val di Susa.
Dopo le violenti cariche di ieri,subite dal movimento NO TAV , si hanno le prime notizie sui feriti…
riceviamo e pubblichiamo:
La signora 45enne oltre alla frattura del naso e della testa sembra avere un emorragia interna zona ovarica (non so se il termine è corretto) per i calci presi dalle forze del DISordine mentre era a terra già sanguinante.
Il marito ha detto che probabilmente verrà operata.
Per Simone situazione stazionaria, non sarà operato, è lucido.
Il vice questore Sanna si è presentato all’ospedale per chiedere a Simone avesse bisogno di qualcosa……il compagno ha risposto che gli bastava quello che gli avevano già dato
Grande Sinome
Ieri sera per due volte la digos a provato ad entrare nella stanza di Simone.
La prima volta sono stati allontanati a male parole; la seconda a calci nel culo!
Da radio black out
Dresda: no more nazi in my town!
Terra bruciata intorno alla marcia neonazista, questo han fatto gli antifa tedeschi per contrastare la chiamata europea dei movimenti d’estrema destra in occasione del 65esimo anniversario dei bombardamenti alleati su Dresda. Un “appuntamento funebre” che si ripete da diversi anni, nella strumentalità fascista di solleticare la frustrazione e di riaprire una ferita aperta come quella dei bombardamenti criminali del febbraio ‘45, che fecero 25mila morti in città, ultima punizione contro un regime hitleriano oramai in ginocchio.
Dresda calling.
Dresda calling è stata una campagna articolata da mesi, imbastita con anticipo e metodo dai compagni e dalle compagne del paese europeo, sotto il coordinamento di due reti, Dresda calling (assise eterogenea antifascista) e No Pasaran (realtà autonome antifasciste). Quest’oggi sono arrivati pullman e treni da tutta la Germania per impedire lo svolgimento di questa marcia neonazista, tentato attraverso la costruzione di tutta una serie di blocchi metropolitani fin dalla mattina.
La cronaca della giornata antifascista
La tensione si è impennata fin dalla mattina, facendo seguito già a quanto accaduto nei giorni precedenti (autorizzazione da parte della Corte Federale della marcia neonazista e sequestro materiale antifascista a Berlino). La polizia ha giocato il suo ruolo che si è dimostrato determinante nella gestione della giornata: comportamento muscolare verso i presidi antifascisti nelle piazze, tutti dichiarati come non autorizzati, e briglia sciolta per i neonazisti in città. Dentro questo contesto vi sono state diverse aggressioni fasciste contro i compagni, ma al contempo si sono verificati diversi duri scontri, in mattinata, per le strade, mossi dagli antifa contro l’arrivo dei neonazisti in pullman o treno, oltre che con la polizia.
Altri scontri vi sono stati nel pomeriggio: la polizia ha sgomberato diversi presidi antifascisti per lasciar passare la marcia neonazista, ha fatto uso di gas lacrimogeni (raro per la polizia tedesca) ma ha dovuto rinunciare dinnanzi all’assembramento antifa più grosso (3mila persone) che era in piedi dinnanzi alla stazione di Dresda. Attorno alla marcia dei neonazisti per tutto il pomeriggio ha imperversato l’azione antifascista: blocchi e barricate in strada, scontri con la polizia, azione dirette contro obiettivi simbolici.
10mila antifascisti hanno quindi risposto alla chiamata contro i neonazisti (che avevano annunciato una chiamata continentale, pronosticando anche 8mila presenze, che nella realtà si sono però dimezzate), nelle 2 facce comunicanti della mobilitazione: quella istituzionale ordita dall’amministrazione comunale di Dresda, costretta a prender posizione (per la prima volta) dalla mobilitazione e partecipe della giornata con un presidio antifascista; quella dei movimenti tedeschi, che hanno fatto terra bruciata, per tutto il giorno, attorno alla marcia neonazista, con una conflittualità che ha sparigliato i piani di gestione delle piazze da parte della polizia e che ha attorniato senza tregua di neonazisti, ospiti quantomai indesiderati.
Questo passa il convento: cronache e valutazioni di una lotta antifascista a Napoli.
STUDENTI FEDERICO II
Scarica il documento cliccando sull’immagine
oppure clicca qui
Napoli 6 febbraio – assemblea nazionale su antifascismo e repressione.
Nelle giornate che hanno preceduto il 40esimo anniversario della strage di Piazza Fontana, avevamo espresso in maniera decisa la necessità di declinare la pratica antifascista in maniera più ragionata, attraverso un’analisi che tenesse conto anche di quanto su questo terreno il movimento di classe aveva prodotto nelle diverse realtà della nostra penisola. Il 12 dicembre 2009 ha dunque rappresentato, oltre che la simbolica ricorrenza della manovra stragista dello Stato, anche un momento di riflessione rispetto alle nuove articolazioni del neofascismo. C’è chi si è concentrato sulla stretta relazione esistente tra vecchie e nuove tendenze autoritarie, chi ha messo in evidenza il continuo sabotaggio delle lotte sociali (oggi come allora represse dal braccio armato dello Stato e ignorate dai media mainstream), chi ha puntato allo smascheramento dei fascisti “riciclati” negli apparati amministrativi, chi ha guardato con maggiore interesse ai legami mai interrotti tra lo squadrismo fascista e la destra istituzionale, e chi – in ultima analisi – ha focalizzato l’attenzione su due fenomeni ormai usciti dagli argini: la deriva xenofoba e razzista che interessa ogni città e quartiere d’Italia e l’affondo revisionista che punta alla riscrittura della Storia e allo sdoganamento dei fascisti di ieri e di oggi.
Praticare oggi l’antifascismo significa quindi declinare e coordinare le articolazioni di cui esso vive sforzandoci di elaborare un paradigma teorico e pratico valido per le differenti situazioni che ci si profilano di fronte. Nell’invitare ad una discussione di questo calibro crediamo anche che non si possa prescindere dal riconoscere la triplice base su cui esso debba necessariamente poggiare, ovvero quella sociale, quella culturale e quella militante. Così come non si può prescindere, pensando ad un coordinamento nazionale, dalla costruzione di una rete di mutuo soccorso e solidarietà attiva capace di prendere collettivamente parola di fronte ai sempre più frequenti casi di repressione. Per questo crediamo sia arrivato il momento di promuovere una giornata nazionale di dibattito che ponga a confronto le diverse realtà che su questo terreno si muovono, e che questo terreno praticano, indicando sommariamente alcuni spunti di riflessione che ci auguriamo potranno essere oggetto di dibattito il prossimo 6 febbraio.
- la costruzione di un fronte comune capace di controbattere alla campagna revisionista che da anni è in corso nel nostro paese e che vede nell’attacco alla resistenza comunista il proprio architrave;
- la costruzione di una rete nazionale capace di amplificare, promuovere e socializzare quanto viene prodotto e fatto localmente e al tempo stesso in grado di riannodare il filo rosso della solidarietà militante;
- la costruzione di uno spazio di dibattito nazionale che partendo dalla nuova composizione sociale della classe sia in grado di inquadrare in termini più ampi il fenomeno razzista e xenofobo ed i compiti del movimento di classe;
Abbiamo appositamente stilato questo breve appello in una forma semplice, senza entrare nel cuore delle singole questioni e senza avere la pretesa di avere già una chiave di volta perché convinti che dovrà essere la discussione del 6 febbraio prossimo a darci una parziale risposta ai molti nodi oggi esistenti.
NAPOLI
- SABATO 6 FEBBRAIO ORE 15:00
- DOMENICA 7 FEBBRAIO ORE 10:30
N.B. L’appuntamento del 7 alle 10 e 30 del mattino è previsto esclusivamente nel caso in cui l’assemblea non riuscisse a chiudere i lavori entro la sera di sabato 6
presso: CENTRO CULTURALE “LA CITTA’ DEL SOLE”
vico san giuseppe maffei a san gregorio armeno N.18
per info: www.12dicembre.net corteo12dicembre@gmail.com
ANTIFASCISTI E ANTIFASCISTE
2 febbraio 1943 – 2 febbraio 2010
2 febbraio 1943 – 2 febbraio 2010
CON STALINGRADO NEL CUORE…
CON OGNI COMPAGNO CADUTO NEL CUORE…
OGGI COME IERI NON UN PASSO INDIETRO!
“Canto d’amore a Stalingrado” di Pablo Neruda
Nella notte il contadino dorme, ma la mano
sveglia, affonda nelle tenebre e chiede all’aurora:
alba, sole del mattino, luce del giorno che viene,
dimmi se ancora le mani più pure degli uomini
difendono la rocca dell’onore, dimmi aurora,
se l’acciaio sulla tua fronte rompe la sua forza,
se l’uomo rimane al suo posto, e il tuono al suo posto,
dimmi, chiede il contadino, se la terra non ode
come cade il sangue degli eroi
arrossati, nell’immensa notte terrestre,
dimmi se ancora sopra l’albero sta il cielo,
dimmi se ancora risuonano spari a Stalingrado.
E il marinaio in mezzo al mare tremendo
scruta le umide costellazioni,
e una ne cerca, la rossa stella della città ardente,
e scopre nel suo cuore quella stella che brucia,
e quella stella d’orgoglio le sue mani vogliono toccare,
quella stella di pianto creata dai suoi occhi.
Città, stella rossa, dicono il mare e l’uomo,
città, chiudi i tuoi raggi, chiudi le tue porte dure,
chiudi, città, il tuo famoso lauro insanguinato,
e che la notte tremi con lo splendere cupo
dei tuoi occhi dietro un pianeta di spade.
E lo spagnolo ricorda Madrid e dice: sorella,
resisti, capitale della gloria, resisti:
dal suolo si alza tutto il sangue sparso
dalla Spagna, e per la Spagna si solleva nuovamente,
e lo spagnolo chiede, già contro il muro
delle fucilazioni, se Stalingrado vive;
e c’è nel carcere una catena d’occhi neri
che bucano le pareti col tuo nome,
e la Spagna si scuote col tuo sangue e i tuoi morti,
perchè le offristi l’anima tua, Stalingrado,
quando partoriva la Spagna eroi come i tuoi.
Conosce la solitudine, la Spagna:
come oggi conosci la tua, Stalingrado.
La Spagna strappò la terra con le unghie
quando Parigi era bella più che mai.
La Spagna dissanguava il suo immenso albero di sangue
quando Londra, come Pedro Garfias ci racconta,
pettinava le sue aiuole, i suoi laghi di cigni.
Oggi di più conosci questo, forte vergine,
oggi, Russia, di più conosci la solitudine e il freddo.
Mentre migliaia di obici squarciano il tuo cuore,
mentre gli scorpioni con crimine e veleno,
accorrono, Stalingrado, a mordere le tue viscere,
New York balla, Londra medita, e io dico “merde”,
perchè il mio cuore non resiste più
e i nostri cuori
non resistono più, non resistono
in un mondo che lascia morire soli i suoi eroi.
Li lasciate soli? Ora verranno per voi.
Li lasciate soli?
Volete che la vita
precipiti alla tomba, e il sorriso degli uomini
sia cancellato dalla latrina e dal calvario?
Perchè non rispondete?
Volete più morti sul fronte dell’Est
finchè riempiano tutto il vostro cielo?
Ma allora non vi resta che l’inferno.
Già si stanca di piccole prodezze
il mondo, dove al Madagascar i generali,
con eroismo, uccidono cinquantacinque scimmie.
Il mondo è stanco di congressi autunnali,
ancora con un ombrello a presidente.
Città, Stalingrado, non possiamo
giungere alle tue mura, siamo lontani.
Siamo i messicani, siamo gli araucani,
siamo i patagoni, siamo i guaranì,
siamo gli uruguaiani, siamo i cileni,
siamo milioni d’uomini.
E abbiamo altra gente, per fortuna, nella famiglia,
ma non siamo ancora venuti a difenderti, madre.
Città, città di fuoco, resisti finchè un giorno
arriveremo, indiani naufraghi, a toccare le tue muraglie
con un bacio di figli che speravano di tornare.
Stalingrado, non c’è un Secondo Fronte,
però non cadrai anche se il ferro e il fuoco
ti mordono giorno e notte.
Anche se muori non morirai!
Perchè gli uomini ora non hanno morte
e continuano a lottare anche quando sono caduti,
finchè la vittoria non sarà nelle tue mani,
anche se sono stanche, forate e morte,
altre mani rosse, quando le vostre cadono,
semineranno per il mondo le ossa dei tuoi eroi,
perchè il tuo seme colmi tutta la terra.
Pablo Neruda
Continua la riqualificazione della periferia!
L’emergenza rifiuti non sembra finire a Napoli; dopo la grande pulizia, da rifiuti e topi di fogna, effettuata nel quartiere materdei l’emergenza si è ripresentata a pianura. Ancora una volta la risposta è stata rapida. Meno di 12 ore e l’ emergenza è stata subito risolta!
CASAPOUND SPIE INFAMI!
NESSUNO SPAZIO AI FASCISTI! NÈ A NAPOLI, NÈ ALTROVE!



