Venerdi 9 luglio…riprendiamoci le strade!
Il ricavato della serata sarà destinato alle spese legali per i processi e le numerose denunce degli ultimi due anni…
Antifascisti sempre, contro fascisti e repressione!
Manonolo e Virgilio liberi! Libertà per tutti i compagni!
Apprendiamo dall’ansa con estrema felicità che Manolo e Virgilio sono tornati liberi…
Libertà per tutti i compagni!
tornano liberi Morlacchi e Virgilio (ANSA) – ROMA, 18 GIU – Potrebbero lasciare il carcere gia’ stamattina Manolo Morlacchi e Costantino Virgilio. Lo ha disposto ieri la Cassazione.
Marchionne in miniera!
La lettera di un gruppo di lavoratori della fabbrica di Tychy, in Polonia, ai colleghi di Pomigliano che stanno per votare se accettare o meno le condizioni della FIAT per riportare la produzione della Panda in Italia
(Questa lettera è stata scritta il 13 giugno, alla vigilia del referendum a Pomigliano d’Arco in cui i lavoratori sono chiamati a esprimersi sulle loro condizioni di lavoro. La FIAT ha accettato di investire su questa fabbrica per la produzione della Panda che al momento viene prodotta a Tychy in Polonia. I padroni chiedono ai lavoratori di lavorare di sabato, di fare tre turni al giorno invece di due e di tagliare le ferie. La FIAT gioca molto sporco coi lavoratori. Quando trasferirono la produzione qui in Polonia ci dissero che se avessimo lavorato durissimo e superato tutti i limiti di produzione avremmo mantenuto il nostro posto di lavoro e ne avrebbero creati degli alti. E a Tychy lo abbiamo fatto. La fabbrica oggi è la più grande e produttiva d’Europa e non sono ammesse rimostranze all’amministrazione (fatta eccezione per quando i sindacati chiedono qualche bonus per i lavoratori più produttivi, o contrattano i turni del weekend)
A un certo punto verso la fine dell’anno scorso è iniziata a girare la voce che la FIAT aveva intenzione di spostare la produzione di nuovo in Italia. Da quel momento su Tychy è calato il terrore. Fiat Polonia pensa di poter fare di noi quello che vuole. L’anno scorso per esempio ha pagato solo il 40% dei bonus, benché noi avessimo superato ogni record di produzione.
Loro pensano che la gente non lotterà per la paura di perdere il lavoro. Ma noi siamo davvero arrabbiati. Il terzo “Giorno di Protesta” dei lavoratori di Tychy in programma per il 17 giugno non sarà educato come l’anno scorso. Che cosa abbiamo ormai da perdere?
Adesso stanno chiedendo ai lavoratori italiani di accettare condizioni peggiori, come fanno ogni volta. A chi lavora per loro fanno capire che se non accettano di lavorare come schiavi qualcun altro è disposto a farlo al posto loro. Danno per scontate le schiene spezzate dei nostri colleghi italiani, proprio come facevano con le nostre.
In qusesti giorni noi abbiamo sperato che i sindacati in Italia lottassero. Non per mantenere noi il nostro lavoro a Tychy, ma per mostrare alla FIAT che ci sono lavoratori disposti a resistere alle loro condizioni. I nostri sindacati, i nostri lavoratori, sono stati deboli. Avevamo la sensazione di non essere in condizione di lottare, di essere troppo poveri. Abbiamo implorato per ogni posto di lavoro. Abbiamo lasciato soli i lavoratori italiani prendendoci i loro posti di lavoro, e adesso ci troviamo nella loro stessa situazione.
E’ chiaro però che tutto questo non può durare a lungo. Non possiamo continuare a contenderci tra di noi i posti di lavoro. Dobbiamo unirci e lottare per i nostri interessi internazionalmente.
Per noi non c’è altro da fare a Tychy che smettere di inginocchiarci e iniziare a combattere. Noi chiediamo ai nostri colleghi di resistere e sabotare l’azienda che ci ha dissanguati per anni e ora ci sputa addosso.
Lavoratori, è ora di cambiare.
1 anno di Medaglie d’ Oro – Riprendiamoci le strade!
Solo la lotta ci rappresenta! Il miglior consiglio è l’esempio!
Questa mattina, autorganizzati, ci siamo recati dai rappresentanti per dare una risposta immediata alle loro provocazioni. Simbolicamente abbiamo chiuso la loro aula con del nastro isolante e lasciato un messaggio: occupiamo tutto, occupiamo subito! Chi toccherà un solo spazio occupato e autogestito dovrà fare conto con la rabbia degli studenti autorganizzati. di seguito il volantino distribuito all’università:
Solo la lotta ci rappresenta! Il miglior consiglio è l’esempio!
Due anni fa abbiamo vissuto una delle più grandi mobilitazioni studentesche degli ultimi anni, in quei mesi di cortei, assemblee, occupazioni e iniziative di tutti i tipi abbiamo sviluppato analisi e pratiche che non solo combattevano teoricamente le riforme, ma che proponevano un nuovo modello di università, sviluppando pratiche alternative alla logica imposta dal sistema. Un esempio di queste pratiche è l’occupazione di spazi e aule all’interno dell’università, che, il più delle volte abbandonati e inutilizzati, sono stati riportati alla luce e utilizzati per sviluppare da una parte momenti di socializzazione e aggregazione, dall’altra momenti di conflitto e rottura con la routine universitaria del segui-studia-fai l’esame. Se centinaia di studenti continuano la loro vita come se tutto fosse finito, ce ne sono altrettanti che utilizzano gli spazi per perseguire la loro crescita collettiva e la loro avversione verso un sistema che ci vuole inquadrati o esclusi. Gli spazi occupati non solo rispondono all’esigenza di avere un luogo di studio, ma anche a quella di sviluppare un momento dialettico e di confronto su tutto ciò che ci circonda, sviluppando pratiche di resistenza e di lotta a questo sistema. La pratica del confronto e della discussione è il modello che seguiamo. La lotta è lo strumento che abbiamo scelto. Le conseguenze le subiamo tutti i giorni e le combattiamo senza tregua, tra queste c’è l’infame ruolo dei rappresentanti degli studenti (alcuni dei quali eletti con 0 o 1 voto!); i quali, lontani anni luce dai problemi reali delle facoltà, interessati solo a conquistare poltrone e raccomandazioni, si scagliano contro gli spazi occupati, al servizio dei baroni e delle istituzioni, che vedono nelle nostre aule un pericolo per il mantenimento del loro status quo. Questi personaggi sono gli stessi che si prendono il merito di vittorie come l’abolizione delle more, ottenute con il sacrificio e la rabbia di tutti gli studenti, uniti e autorganizzati. Noi sappiamo la verità, i rappresentanti servono solo a loro stessi. In questi giorni, infatti, li abbiamo visti aggirarsi muniti di macchine fotografiche, pronti ad elencare quelli che loro definiscono “ spazi inutilizzati”. Risponderemo a questa provocazione non solo continuando a vivere gli spazi occupati, ma registrando tutti quegli spazi realmente inutilizzati delle nostre facoltà, a partire dalle aule destinate ai rappresentanti, sempre chiuse a chiave, diventate a tutti gli effetti aule personali! A questo si aggiungono gli enormi spazi abbandonati nelle facoltà, quando invece, spesso, mancano le aule dove seguire, mancano i bagni che o sono chiusi o peggio destinati all’uso privato dei professori. Ci dicono che gli unici spazi disponibili sono quelli occupati, gli dimostreremo il contrario! Ci dicono che non ci sono fondi per nuove aule, ma spendono migliaia di euro per il calendario delle studentesse, per giornali mai letti, per radio mai ascoltate, per conferenze con personaggi assurdi pagati fior di quattrini! Noi non crediamo alle loro favole, siamo pronti a rispondere colpo su colpo agli attacchi e alla pressione delle istituzioni e dei rappresentanti nei confronti delle aule occupate.
Siamo pronti, ora e per sempre, a prendere possesso di altri spazi se gli studenti ne avessero bisogno, la cosa certa è che se dobbiamo scegliere le prime aule che prenderemo sono quelle dei rappresentanti!
Quello che ci siamo presi è solo una parte di quello che ci avete rubato, quello che ci riprenderemo è solo una piccola parte di quello che ci spetta!
SPAZI OCCUPATI DELLA FEDERICO II
venerdi 4 giugno Corteo per la Palestina
La marina militare israeliana ha assaltato in acque internazionali le navi della “Freedom Flotilla”, cariche di aiuti umanitari, di attrezzature scolastiche, prefabbricati e medicinali, facendo strage delle persone a bordo!!
Centinaia di sopravvissuti, provenienti da quaranta paesi del mondo, sono stati inizialmente sequestrati mentre si cercava di costruire un “racconto ufficiale” per occultare il più possibile l’infamia.
E’ stato un’atto terribile, una nuova “strage di Stato” che si spiega solo con la volontà di “soluzione finale” verso la popolazione palestinese, esattamente come per i bombardamenti terroristici dell’operazione “Piombo Fuso” che un anno fà hanno trucidato migliaia di abitanti della striscia di Gaza. In quel lembo di terra dove un milione e mezzo di persone da più di 3 anni vivono segregate e affamate per un embargo criminale!
Sono vergognose e ipocrite anche le prese di posizione del governo italiano, frutto delle complicità militari ed economiche con la politica di genocidio dei governi israeliani. Israele infatti può compiere impunemente questi massacri perchè è forte del sostegno delle principali potenze occidentali, che hanno interessi strategici in quella regione.
Con la strage si è voluto invece colpire quella solidarietà intenazionale che dal basso si è sempre attivata in questi anni… Ma non possiamo accettarlo!
Se in tante parti del mondo si è levata la protesta contro questo massacro è anche perchè siamo tutti noi la “Freedom Flotilla”! Donne e uomini che non possono restare a guardare mentre altre donne e altri uomini vengono affamati, umiliati e uccisi in un enorme lager a cielo aperto!
- Gaza deve vivere. No all’embargo!
- Contro la Strage! Free “Freedom Flotilla”!
- Terra e libertà per il popolo palestinese
- Boicottiamo l’economia di guerra israeliana!
- Sosteniamo l’autodeterminazione del popolo palestinese ed il ritorno dei profughi
VENERDì 4 GIUGNO
MANIFESTAZIONE
con partenza in P.ZZA DEL GESU’ (Napoli) ORE 17.00
Comitato campano di solidarietà con il popolo palestinese






